IL RETAGGIO DELLA RIFORMA RADICALE

 
 

 

12 – Verso l’uguaglianza uomo/donna nella chiesa e nella società.

 

I vostri figli e figlie, servi e serve profetizzeranno; leggi bene la Scrittura, e impara da Dio ciò che questo significa.

               Argula von Grumbachm (1524)

 

La Riforma è stata spesso considerata come un momento di liberazione delle donne da una condizione di inferiorità e prigionia: dai conventi, dal celibato clericale, dall’ideale della verginità e dal sacerdozio maschile. Le donne facevano parte del “sacerdozio di tutti i credenti” al pari degli uomini, potevano leggere e ascoltare la Bibbia in lingua volgare e scegliere di sposarsi invece di vivere nella cella di un convento.

 

I primi passi.

Fin dagli inizi della Riforma, le donne parteciparono attivamente a incontri di preghiera, di lettura e commento della Scrittura e, nell’anabattismo, molte pagarono con la vita la loro scelta di fede. Altre, come Argula von Grumbach (c.1492-1554) e Katharina Schütz Zell (1497-1562), scrissero testi di teologia e rivendicarono il diritto e dovere delle donne di proclamare il Vangelo in pubblico, citando testi biblici usati oggi dalle teologhe femministe (ad es., Gioele 2 e Ga. 3:28).

Nel mondo riformato francese, l’uguaglianza tra uomo e donna nella chiesa fu rivendicata da Marie Dentière (1495-1561), una religiosa di Tournai convertitasi alle idee della Riforma, in un testo indirizzato a Margherita di Navarra, sorella del re di Francia Francesco I, e pubblicato anonimamente nel 1539:

Abbiamo due Vangeli, uno per gli uomini e un altro per le donne, uno per i saggi e l’altro per i pazzi? Non siamo una cosa sola nel nostro Signore? Davanti a Dio […] non c’è né maschio né femmina, né servo, né libero.

 M. Dentière, Epistre très utile, faicte ey composee par une femme chrestienne de Tornay (1539)

 

Iscrizione del nome di Marie Dentiere, a fianco del Muro dei Riformatori a Ginevra.
Iscrizione del nome di Marie Dentiere, a fianco del Muro dei Riformatori a Ginevra.

Il Consiglio dei pastori di Ginevra ordinò la confisca di tutti gli esemplari e l’arresto dello stampatore. Marie Dentière, prima vittima della censura riformata, fu condannata al silenzio.

Se la Riforma aprì nuove porte alle donne, ne mantenne chiuse molte altre. In generale, i riformatori limitarono il parlare delle donne allo spazio privato e domestico: il ruolo delle donne nella chiesa si spostò dalla chiesa stessa alla casa.

Ciò fu dovuto alla sparizione dei conventi e di altre associazioni religiose femminili, alla nuova centralità della famiglia, con una struttura patriarcale e una nuova forma di pietà domestica.

In particolare, assunse importanza il ruolo di moglie del pastore svolto per prima dalla moglie di Lutero, Katharina von Bora ( 1499 – 1552 ), e la conduzione della casa del pastore, che spesso includeva ospitalità a diverse persone.

Tuttavia, Calvino e Lutero, insieme a Pietro Martire Vermigli e altri, ammisero la possibilità di eccezioni e così facendo aprirono la strada a un approfondimento della riflessione sulla donna nella chiesa.

 

Ulteriori passi.

Passi ulteriori furono compiuti da gruppi radicali. Margaret Fell (1614-1702), una delle fondatrici della Società degli Amici, affermò che la venuta di Cristo aveva ristabilito la posizione spirituale di uomini e donne come era al tempo della creazione; i sessi erano in una posizione di parità perché possedevano allo stesso modo lo spirito o la luce di Cristo manifestata dentro di loro: “lo Spirito è sparso su tutte le creature, Figli e Figlie”. Dopo la redenzione, il “Signore Gesù ha manifestato se stesso e il suo Potere, senza tener conto delle Persone” (Margaret Fell, Women’s Speaking Justified, Proved and Allowed of by the Scriptures, 1666).

“La storia dell’umanità è una storia di ripetute offese e sopraffazioni dell’uomo nei confronti della donna, con lo scopo preciso di stabilire un’assoluta tirannia su di lei”

 Women’s Rights Convention “Dichiarazione dei Sentimenti ( Seneca Falls 1848 )

 

Molte donne contribuirono in maniera decisiva all’azione sociale del protestantesimo, tra le quali le inglesi:

Elisabeth Fry ( 1780 – 1845 ), che si impegnò nella riforma del sistema carcerario;

Josèphine Butler ( 1828 – 1906 ), che lottò a favore della condizione delle prostitute;

Florence Nightingale ( 1820 – 1910 ), che agì nel campo medico-sociale.

 

Elisabeth Fry
Elisabeth Fry
Josèphine Butler
Josèphine Butler
Florence Nightingale
Florence Nightingale

 

Accesso donne al pastorato.

In generale, per le donne l’impegno sociale motivato dalla fede cristiana precedette l’accesso a ruoli di responsabilità e al pastorato, che avvenne prima nelle chiese e nei movimenti legati alla tradizione del Dissenso e del Nonconformismo.

 

Alcune chiese negano ancora il pastorato femminile

Nonostante i passi compiuti, il pieno riconoscimento dell’uguaglianza tra uomo e donna resta una meta che deve essere ancora raggiunta in molte chiese cristiane.

Lo scontro su questa questione è particolarmente acceso nelle chiese battiste degli Stati Uniti dove, nel 2000, la Southern Baptist Convention ( SBC ) ha modificato la propria confessione di fede per negare il ministero pastorale femminile.

In seguito a questa decisione, l’ex presidente Jimmy Carter e la moglie Rosalynn hanno lasciato la SBC ed hanno aderito alla Cooperative Baptist Fellwship ( CBF ); anche l’Unione missionaria femminile ( Woman’s Missionary Union ) della Virginia ha approvato una dichiarazione di forte critica nei confronti della decisione della SBC.

Rifiutiamo ogni discriminazione nei confronti delle donne nel servizio cristiano . [ … ] Dichiariamo che le donne sono leader nella chiesa, chiamate da Dio, incaricate da Cristo, guidate dallo Spirito [ … ]. Rese forti dalla nostra missione, dai nostri valori e dalla nostra eredità [ … ] incoraggeremo e continueremo a sostenere la leadership di donne e ragazze in ogni ambito e a tutti i livelli della vita della chiesa.

    Declaration of the Dignity of Women ( 11 Settembre 2004 )

 

2017-03-06