IL RETAGGIO DELLA RIFORMA RADICALE

 
 

 

04 Pluralità della Riforma

 

La Riforma fu una realtà molto complessa e articolata che può essere divisa in

due principali filoni:

  la Riforma ‘magisteriale’ che, in forme diverse, mirava a riformare la cristianità (corpus Christianum) con modifiche sostanziali della teologia, del ministero e della pietà ricercando, laddove possibile, il sostegno dell’autorità civile e lasciando pressoché inalterate le strutture politiche (nonostante il trasferimento di molte funzioni dal potere ecclesiastico al governo civile);

 

  la Riforma ‘radicale’ (definita anche ala sinistra della Riforma), che comprendeva movimenti che, come gli anabattisti, volevano un rinnovamento più profondo e la creazione di comunità formate solo da credenti (corpus Christi) uniti nel discepolato radicale da legami di comunione fraterna, sul modello delle comunità del cristianesimo primitivo, o, come gli antitrinitari, sostenevano posizioni dottrinali più radicali.

 

Gli anabattisti ritenevano necessaria un’evidenza della trasformazione operata dalla Grazia, rifiutavano la violenza e luso delle armi e pensavano che alla conversione dovesse seguire il battesimo per immersione degli adulti (come nell’episodio del battesimo dell’eunuco, Atti 8: 36-38), poiché quello dei neonati non aveva alcun fondamento nel Nuovo Testamento; per questo motivo, furono chiamati “anabattisti”, che significa ri-battezzatori.

 

L’anabattismo fu schiacciato e marginalizzato dalle forze congiunte del potere politico e delle autorità religiose, cattoliche e protestanti, che li perseguitarono come eretici, considerandoli una minaccia per l’ordine sociale. Per sfuggire alle persecuzioni, si rifugiarono in comunità separate dalla società ma, nel giro di pochi anni, la maggioranza dei loro leader subì il martirio.

 


 

 

2017 – 03 - 01