IL RETAGGIO DELLA RIFORMA RADICALE

 
 

 

2 - ABOLIZIONE DELLA LEGITTIMAZIONE SACRA DEL POTERE POLITICO E CRITICA DELL’AUTORITÀ RELIGIOSA

 

L’affermazione dell’autorità delle Scritture sopra ogni autorità umana ebbe una portata rivoluzionaria. Negando alla chiesa ogni potere di salvezza e facendone un’istituzione sociale e storicamente condizionata, l’istituzione religiosa si relativizzò e il potere sociale del clero e delle chiese diminuì sensibilmente.

 

Il passaggio da un potere di carattere sacrale ad uno intellettuale e morale contribuì a integrare la nuova figura del pastore nella società e nella vita quotidiana e condusse ad una “religione dei laici” che rifiutava ogni mediazione clericale e umana nell’accesso alla salvezza, ma innescò anche un dibattito permanente sull’interpretazione dei testi biblici.

 

La critica dell’autorità religiosa favorì l’autonomia del potere temporale dal potere ecclesiastico. La Riforma non solo annullò le pretese temporali del papato di possedere la plenitudo potestatis (concetto che stava alla base della teocrazia del papato medievale), a cui tutti dovevano sottostare sotto pena della dannazione eterna, ma restituì al potere temporale ciò che gli apparteneva, ovvero la sfera pubblica tutta intera.

 

“La donazione di Costantino” (scuola di Raffaello, 1520-4). Sala di Costantino, Musei Vaticani, Roma
“La donazione di Costantino” (scuola di Raffaello, 1520-4). Sala di Costantino, Musei Vaticani, Roma

 

2017 – 03 - 01