IL RETAGGIO DELLA RIFORMA RADICALE

 
 

 

1 Agli albori della storia moderna dell’occidente.

Il 31 ottobre 1517, il frate agostiniano Martin Lutero (1483-1546) avrebbe affisso 95 Tesi sul portale della chiesa del castello di Wittenberg, non tanto per condannare il commercio delle indulgenze quanto per affermare che “le indulgenze sono in realtà poca cosa a confronto con la grazia di Dio e la misericordia della Croce”.

 

Questo atto segna, tradizionalmente e simbolicamente, l’inizio della Riforma protestante, un evento storico di natura religiosa il cui successo imprevisto è da ricondurre anche a fattori politici, economici e culturali.

 

La Riforma, nel lungo periodo, provocò la frammentazione della cristianità europea e innescò un processo di nazionalizzazione della religione che portò alla formazione di chiese nazionali protestanti, che svolsero una funzione importante nella costruzione delle identità nazionali di paesi come l’Inghilterra, la Scozia, i Paesi Bassi e la Svezia, perché l’appartenenza a una comunità religiosa nazionale rafforzò il senso di appartenenza a una comunità politica.

 

 

I fondamenti teologici della Riforma

 

“I riformatori di Wittenberg” (in primo piano, Federico III di Sassonia; alle sue spalle, da sin. Lutero, Ecolampadio, Zwingli e Melantone). Dipinto di Lucas Cranach il Giovane (c. 1543), Toledo Museum of Art, Toledo (Ohio).
“I riformatori di Wittenberg” (in primo piano, Federico III di Sassonia; alle sue spalle, da sin. Lutero, Ecolampadio, Zwingli e Melantone). Dipinto di Lucas Cranach il Giovane (c. 1543), Toledo Museum of Art, Toledo (Ohio).

 

 

La riflessione teologica di Lutero, Zwingli, Bucero, Calvino, Bullinger, Cranmer, Melantone e Vermigli e di una miriade di altri riformatori si fondò su quattro capisaldi dottrinali (Sola Gratia, Sola Fide, Solus Christus, Sola Scriptura).

 

L’accento posto sulla centralità della Scrittura, considerata l’unica autorità dottrinale normativa al di sopra di ogni autorità terrena, e l’affermazione del sacerdozio universale dei credenti privarono l’istituzione religiosa di gran parte del suo potere. La grande importanza attribuita alla lettura personale della Scrittura portò non solo alla pubblicazione di edizioni critiche nelle lingue originali, che sostituirono la Vulgata per le traduzioni nelle lingue nazionali (mentre la Bibbia in volgare fu proibita da una costituzione tridentina del 1564), ma fu anche di stimolo alla diffusione dell’istruzione primaria.

 

Infatti, il livello di analfabetismo diminuì sensibilmente laddove prevalse la Riforma e rimase alto nei paesi che restarono cattolici, come l’Italia e la Spagna.

 

Assieme al rinnovamento culturale prodotto dall’Umanesimo e dal Rinascimento, la Riforma non solo modificò profondamente il modo di intendere e vivere l’esperienza religiosa ma contribuì in modo determinante alla trasformazione della vita sociale, politica ed economica.

 

2017-03-01