Perché dormiamo? Per lasciare spazio alle "pulizie

 

Uno studio sui topi ha dimostrato che il cervello ha un sofisticato sistema di autopulizia che permette di smaltire prodotti di scarto come le proteine beta amiloidi e avviene con maggiore efficienza durante il sonno.

Questo risultato suggerisce che l'effetto ristoratore del sonno sia legato almeno in parte a questo meccanismo di smaltimento dei prodotti di scarto del metabolismo, con potenziali implicazioni per la il mantenimento della funzionalità cerebrale. Anche se saranno necessarie conferme sperimentali da studi su altre specie e soprattutto sull'essere umano, l'idea delle "pulizie notturne" spiegherebbe anche perché la deprivazione di sonno è un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie neurologiche.

 

Il quotidiano “La Repubblica” del 15 Gen 2014 – in una corrispondenza di Federico Rampini – riporta che dormire sistematicamente meno del necessario può provocare non solo maggiore stress ma anche maggiore probabilità di insorgenza di malattie degenerative come la demenza, l’Alzheimer, il Parkison.

A tal proposito il Rampini si rifà a due studi pubblicati su Science e The Journal of Neuroscience.

 

In una prima memoria la biologa danese Maiken Nedergaard – la quale dirige un gruppo di ricerca presso la University of Rochester nello stato di New York - rivela che nel cervello esiste un sistema di depurazione – che lei chiama “glinfatico” – il quale durante il sonno riesce meglio a smaltire le proteine beta amiloidi che si producono nel corso dell’attività cerebrale. Mentre di giorno il volume del sistema “linfatico” occupa solo il 5% del volume del cervello, durante il sonno tale volume passa al 20%. Tali scoperte sono relative solo a esperimenti compiuti su topi, scimmie, cani, capre.

 

Nella seconda memoria Sigrid Veasey del Center for Sleep and circadian neurobiology ( università of Pennsylvania) rivela che se il deficit di sonno è cronico il metabolismo cerebrale subisce danni gravi con degenerazione dei neuroni.

 

Un adulto avrebbe bisogno di 7 ÷9 ore di sonno al giorno ma negli ultimi 50 anni abbiamo ridotto il periodo dedicato al sonno: mediamente fra 1 e 2 ore al giorno. Solo nell’ultimo decennio abbiamo ridotto di circa 38 minuti.

 

Da tali dati si inferirebbe che negli anni a venire aumentino le malattie dovute a degenerazione delle cellule nervose.

Fonti

 

 “Le Scienze” news letters del 20 Dic 2013

 

http://www.lescienze.it/news/2013/12/19/news/science_10_scoperte_importanti_2013-1935664/?ref=nl-Le-Scienze_20-12-2013

 

la repubblica del 15 Gen 2014

 

(140115)

 

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