Comunità islamica ed estremisti islamici

 

Il Presidente Ucoii: Miliziani Isis? Criminali che violano il Coran;

 

Il Presidente Ucoii: “Vigilare sulle trappole del proselitismo”;

 

I miliziani dell’Isis autori del massacro di cristiani? “Sono solo dei criminali, che peraltro violano la legge coranica”. Il presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia, Izzeddin Elzir, condanna senza appello i jihadisti dello Stato islamico. Palestinese, 43 anni (metà dei quali passati in Italia) e imam di Firenze, il leader dell’Ucoii non nasconde l’importanza di far passare il messaggio di una condanna assoluta nei confronti degli autori delle violenze in Iraq e Siria.

 

 

Quali sono le principali violazioni dei soldati dell’Isis alla legge coranica?

Innanzitutto il mancato rispetto della persona e della dignità umana. Il rispetto e la protezione della Gente del Libro, ovvero anche i cristiani e gli ebrei, ma più in generale di tutte le popolazioni che vivono in un territorio governato dai musulmani è un dovere ineludibile di qualunque potere che si richiama all’Islam. Per non parlare del fatto che i soldati dell’Isis sono forze mercenarie, in gran parte non irachene e che combattono anche persone della loro stessa fede, visto che sono contrastati da forze islamiche nazionaliste e dai peshmerga curdi. Il fatto è che del Corano si possono dare tante interpretazioni, magari per rispondere al tornaconto personale o a interessi politici. In questo caso per lanciare un messaggio estremista.

 

 

È concreto il rischio di una penetrazione delle loro idee anche in Europa?

Purtroppo sì, per questo ci stiamo impegnando per spiegare che questi atti non hanno niente a che fare con l’Islam ma addirittura violano il pensiero e la legge coranica. Preferiamo essere sempre vigili, anche se la situazione italiana è tranquilla sotto questo punto di vista. Forse c’è qualche eccezione a livello europeo ma c’è sempre il rischio che qualcuno cada nella trappola.

 

 

In quali Paesi il pericolo è maggiore?

In Olanda (nei giorni scorsi a L’Aia c’è stata una partecipata manifestazione di sostegno all’Isis, ndr) e in Gran Bretagna, che per motivi storici ha una comunità islamica molto grande, con vari ambienti sensibili al radicalismo.

 

 

Come vi state adoperando?

In Italia abbiamo rivolto un appello alla condanna totale, invitando tutte le comunità a testimoniare un forte impegno di pace e fratellanza con tutti i credenti perseguitati, con iniziative pubbliche e solidali. Dobbiamo aprirci anche a chi non è mussulmano perché crediamo che creare il dialogo interreligioso dove non c’è o migliorarlo dove esiste già, aiuta tutti quanti a comprendere le ragioni degli altri. Bisogna far passare il messaggio che la diversità, sia in senso spirituale che materiale e umano, non è una cosa da eliminare ma una ricchezza e una risorsa.

 

 

A livello internazionale come vi si state muovendo?

Io sono anche responsabile esteri della Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa e pure la Fioe ha condannato totalmente l’Isis. Siamo in contatto con comunità islamiche in Siria e Iraq e bisogna ricordare che i musulmani iracheni sono in prima linea nella difesa e la protezione dei cristiani, non solo militarmente: 16 ulema musulmani sunniti, appartenenti a confraternite sufi di Mosul, lo scorso mese sono stati uccisi per aver difeso i cristiani della città. Ma non è facile: i miliziani sono armati, preparati, hanno soldi e per la popolazione civile non è facile fronteggiare questi criminali. Quanto meno mussulmani europei ed europei di fede islamica stanno riunendo gli sforzi: il mondo islamico è diviso su tante cose ma su questo è unito, sia sunniti che sciiti, sia i sufi che i riformisti, sono uniti. Quelli dello Stato islamico fanno davvero male a tutti.

 

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