Comunità islamica ed estremisti islamici

 

Meno note le posizioni degli altri gruppi la cui lotta si ispira all’Islam. Tra questi, quelli che riconoscono all’Isis dei meriti sono pochi, tra cui Al Qaeda nella penisola arabica (Aqap), che con un comunicato del 14 agosto ha annunciato il proprio sostegno.

 

Più numerosi i gruppi che guardano con preoccupazione all’intransigente militarismo di al-Baghdadi e alla sua auto-celebrazione come Califfo.

 

I Talebani, per esempio. Abdur Raheem Saqib, già responsabile del quotidiano ufficiale del movimento talebano (Shariyat) e membro della Commissione culturale, ha pubblicato un articolo in cui ripercorre la storia del rapporto tra il movimento dei «turbanti neri» e al Qaeda.

Dopo aver spiegato la differenza tra un movimento jihadista salafita dalle ambizioni globali (al Qaeda) e un movimento che amministrava un territorio nazionale secondo i principi dell’Islam deobandi (i talebani), Abdur Raheem ha ricordato che, secondo la legge islamica, non ci possono essere due califfi, due leader.

Quando ciò avviene, ha aggiunto, sono inevitabili divisioni intestine e spaccature. Per lui, l’unico amir-ul-momineen, l’unica guida dei fedeli è il mullah Omar. Al-Baghadi, invece, un impostore. Ma tanti piccoli settarismi non fanno un nuovo movimento totalitario.

 

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