A proposito di F 35

 

1) Olanda: la sinistra chiede di uscire dal JSF

Sarà il nuovo parlamento olandese che uscirà dalle elezioni del 12 settembre a decidere il destino della partecipazione del paese nel programma Joint Strike Fighter. È quanto annunciano, in una mossa dall'esplicito sapore elettorale, i partiti di sinistra che oggi totalizzano 78 dei 150 seggi in parlamento. La proposta di uscita dal programma, motivata con le misure di austerità imposte dall’Europa persino alla virtuosa Olanda, verrà presentata prima dello scioglimento della camera dai partiti Laburista, Socialista, della Libertà, Verdi di Sinistra e Animalista.

 

     ( da Dedalonews del 06/07/2012 )

 

 

 

2) Norvegia compra i primi F 35

Il Ministero della Difesa norvegese ha ufficialmente annunciato l’acquisto dei primi due Joint Strike Fighter e l’integrazione per l’impiego da parte di questi del Joint Strike Missile di produzione norvegese. Ai due velivoli ordinati oggi seguirà un’altra coppia nel 2016 e ulteriori 48 a partire dal 2017, per un totale di 52 velivoli dal costo complessivo stimato in 10 miliardi di dollari.

La Norvegia è partner di 3° livello nel programma - a cui ha contribuito con circa 110 milioni di dollari - che rappresenterà l’ossatura della Royal Norwegian Air Force. Gli F-35 sostituiranno i 57 F-16A/B attualmente in servizio e verranno schierati nella base di Ørland, con una piccola Quick Reaction Force a Evenes.

 

     ( Da Dedalonews del 15/06/2012)

 

 

 

3) Vitrociset: prime consegne per F 35

È italiano il «primo prototipo dell’intero programma JSF mondiale che la Lockheed Martin riceve da una azienda in assoluto.»

Così l’a.d. Antonio Bontempi riassume il senso della cerimonia svoltasi venerdì presso Vitrociset per la consegna del primo prototipo del Radio Frequency Cable Tester (RFCT) e dei relativi Adapter Set (AS) dell’F-35.

 

È la prima ricaduta industriale visibile al di fuori delle commesse assegnate ad Alenia Aermacchi per i cassoni alari.

La seconda seguirà nel giro di pochi mesi con i carrelli per la generazione di energia elettrica e l’aria condizionata.

 

Le prospettive di produzione sono di 28 unità per i tester e 54 per i carrelli. Questi ultimi dovrebbero sviluppare da soli un fatturato iniziale stimato «intorno ai 15 milioni di euro l’anno», dice Bontempi, con assunzione di almeno 50 persone presso il proprio stabilimento in Sardegna e un ulteriore indotto «presumibilmente di 10 milioni l’anno».

 

È un messaggio importante, sottolineato da tutti gli intervenuti, a fronte dei sempre più frequenti attacchi al quale il JSF è sottoposto in questi mesi da un variopinto schieramento politico-giornalistico non sempre informato o mosso da questioni tecniche.

 

Cerimonia sobria, come si conviene al momento, ma non per questo meno importante, come sottolineato dalla presenza dell’intero vertice della Difesa italiana, dal ministro Giampaolo Di Paola al capo di SMD gen. Biagio Abrate, dal segretario generale di Segredifesa gen. s.a. Claudio De Bertolis al direttore di Armaereo gen. isp. Domenico Esposito, fino al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica gen. s.a. Giuseppe Bernardis «il mio principale collaboratore, ricorda il presidente Vitrociset Mario Arpino, quando nel 1996 presentammo il programma per la prima volta». Al governo c’era Romano Prodi e il ministro della Difesa era Beniamino Andreatta «che ne divenne un sostenitore entusiasta» ed è proseguito sotto Berlusconi-Martino e di nuovo Prodi-Parisi.

 

Per vincere Vitrociset ha investito e lavorato sodo, superando difficoltà (la ditta genovese partner sui carrelli nel 2010 ha chiuso, costringendo Vitrociset a rilevarne l’impegno) ma riuscendo ugualmente a consegnare i primi tester con un mese di anticipo rispetto al programma concordato. Non si tratta di parti strutturali o impianti di bordo, ma di Ground Support Equipment (equipaggiamenti di supporto a terra, GSE) che la capo commessa Lockheed Martin ha assegnato a fine 2009 tramite gare internazionali. L’impronuciabile RFCT&AS, dall’aspetto anonimo di una grossa scatola tipico dei sistemi elettronici, è un sofisticato equipaggiamento portatile di supporto a terra impiegato per effettuare test a radio frequenza e a microonde sul JSF, anche in condizioni ambientali estreme. A questi si aggiungerà ulteriore lavoro svolto, nell’ambito del consorzio S3Log, per raccordare il sistema logistico informatizzato dell’Aeronautica Militare a quello "autonomico" concepito per il Joint Strike Fighter. Secondo Vitrociset, le opportunità di lavoro e crescita con il JSF ci sono, purché ci si impegni con tecnologia, investimenti e competitività.

 

     ( da Dedalonews del 04/06/2012)

 

 

 

Vitrociset sviluppa carrelli per il JSF e guarda alla logistica. ( da Dedalonews del 11/02/2010)

Vitrociset entra nel programma Joint Strike Fighter firmando con Lockheed Martin quattro accordi per un valore complessivo di due milioni di euro per altrettanti carrelli di alimentazione al suolo per gli F-35 costruiti nella fase System Development and Demonstration (SDD).

L’importanza del Memorandum of Understanding - ha spiegato a margine della firma il generale Mario Arpino, presidente Vitrociset- non starebbe tanto nell’importo quanto nelle sue caratteristiche e prospettive. Da un lato la scelta della divisione Simulation, Training and Support (STS) del gruppo aerospaziale americano è avvenuta dopo una gara "best value", battendo tra l’altro l’unica altra concorrente italiana; dall’altro i carrelli, che in serie avranno un prezzo di circa 150.000 euro ciascuno, potrebbero avere un mercato intorno alle mille unità - in pratica circa uno per ogni tre dei caccia F-35 che Lockheed Martin prevede di realizzare per le prime otto nazioni che partecipano al programma. Non è l’unico contratto JSF al quale mira Vitrociset, che si prepara ad approvare la prossima settimana un bilancio di circa 250 mln «con una posizione finanziaria positiva e margini in linea con il settore», aggiunge l’a.d. Tommaso Pompei.

Tramite il consorzio S3Log con Elsag-Datamat, Vitrociset partecipa infatti alle gare per il supporto logistico integrato. «Da otto anni Vitrociset gestisce in totale outsourcing il sistema informativo logistico dell’Aeronautica Militare, non solo per i velivoli ma anche per radar e persino per il materiale ordinario», aggiunge il d.g. Lorenzo D’Onghia. «In futuro gestiremo anche paghe e contributi». Di qui l’ambizione di giocare un ruolo sia nella linea di montaggio finale di Cameri - rimasta accuratamente fuori del discorso - ed il futuro centro logistico. «Tutto questo dovrà essere integrato con il sistema americano e degli altri partecipanti», sottolinea D’Onghia. «Sarà importante mettere a patrimonio le esperienze già accumulate, ed è un compito che tramite il consorzio ci prefiggiamo di poter soddisfare.»

Vitrociset ha una certa esperienza per i carrelli dei missili Hawk, ma in questo programma avrà innanzi tutto il ruolo di integratore di sistema. La realizzazione sarà vedrà alleata a Progres, una ditta genovese specializzata nei sistemi di condizionamento che realizza apparati quali convertitori di tensione per shelter, sistemi di raffreddamento per l’avionica degli elicotteri, banchi prova idraulici ad alta pressione per missili ed altri apparati.

Gli accordi siglati ieri a Roma prevedono due esemplari per ciascuna di quattro tipologie di carrello per la generazione di energia elettrica, l’aria condizionata e il raffreddamento del radar. Più in là vi è un’opzione per altri 50 carrelli per le esigenze dei lotti di produzione 4, 5 e 6 e, ancora, in versione ribassata per gli F-35C imbarcati della US Navy. « Se la commessa dovesse arrivare, siamo pronti a investire».

Progettato e realizzato da Vitrociset, con un mese di anticipo rispetto al programma concordato, l’RFCT&AS consiste in un sofisticato equipaggiamento portatile di supporto a terra impiegato per effettuare test a Radio Frequenza e a Microonde sul velivolo JSF, anche in condizioni ambientali estreme.

 

 

 

( 120723)