Tempo del Creato 2015 & Clean up the World

 

Siracusa 26 Settembre 2015 

 

Dal 25 al 27 settembre in molte città italiane i cittadini hanno ripulito alcune zone delle loro città. Lo hanno fatto rispondendo all'appello di Legambiente - al motto "LIBERIAMO DAI RIFIUTI - per dare un segnale contro l'indifferenza rispetto al problema dei rifiuti che opprime ormai sempre più i nostri centri abitati e le nostre periferie.

Si tratta dell'edizione italiana di Clean up the world, l'iniziativa nata a Sydney nel 1989 che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. Lo scorso anno le operazioni di pulizia in tutta Italia hanno coinvolto circa 600mila volontari in 1.700 comuni, per un totale di 4.000 aree ripulite dai rifiuti abbandonati.

 

Anche le chiese battiste di Floridia e Siracusa - nell'ambito dell'evento "Tempo del Creato" che le chiese europee celebrano dal 1 settembre al 4 ottobre, poiché la salvaguardia del creato è testimonianza dell’essere cristiani - hanno partecipato a queste manifestazioni.

 

Sabato 26 settembre perciò membri di tali chiese, membri della comunità nigeriana Victory Evangelical Church, cittadini di buona volontà, membri dell'associazione "Accoglierete" si sono uniti a Legambiente di Siracusa. Nell'arco di tempo di due ore circa sono stati raccolti ben quindici sacchi di spazzatura: sono state ripulite la pista ciclabile e le aree limitrofe al Monumento ai caduti di Siracusa.

Ovviamente, come dichiarato in premessa, sono stati dei gesti che dovrebbero servire a sensibilizzare i cittadini ad avere rispetto per l’ambiente.

 

In effetti - come riferiscono i media - nonostante la crisi e le difficoltà che questa porta con sè , l'attivismo civico e il volontariato ambientale resistono bene. Anzi crescono. Così com'è aumentata l'attenzione ai temi ambientali e la consapevolezza di quanto incidano gli stili di vita sul versante della sostenibilità e della tutela del nostro pianeta, anche dai cambiamenti climatici".

Ma il cammino da percorrere per risolvere i problemi dei rifiuti urbani - che è un sottoinsieme del più ampio problema dell'inquinamento del nostro pianeta causato dalle attività antropiche - è ancora lungo e difficile da percorrere.

 

Indubbiamente, procedendo in maniera sequenziale rispetto al problema dei rifiuti urbani, si trova una prima soluzione a monte sia con la riduzione del volume dei rifiuti, sia con l'abbassamento della nostra propensione al consumismo. Non sono utopie poiché in certe nazioni ( Europa del nord ) si tende a legiferare per la riduzione del peso e del volume degli imballaggi, sui vuoti a rendere ( bottiglie birra, vino, acqua minerale, etc. ), sull'incentivazione della vendita di prodotti sfusi, etc.

A valle la strategia di governo dei rifiuti passa per la raccolta differenziata che permette di separare la parte "umida" che può essere utilizzata come fertilizzante, dalla parte riciclabile ( carta, vetro, metalli, plastica, pile esauste per recupero del mercurio).

Esistono ormai tecnologie e sorgono attività imprenditoriali che adottano strategie e metodologie volte a recuperare materiali utili dai rifiuti al fine di riutilizzarli anziché smaltirli direttamente in discarica e inceneritori. Questo può essere fatto con varie sostanze: materie plastiche, metalli, vetro, carta, cartone, tessuti, pneumatici.

 

I rifiuti elettronici - moderno tipo di rifiuto urbano e industriale - vanno trattati correttamente e destinati al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti, come il rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio, evitando così uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature oltre alla sostenibilità ambientale. Questo tipo di rifiuti sono comunemente definiti RAEE e sono regolamentati dalla Direttiva RAEE (o Direttiva WEEE, da "Waste of electric and electronic equipment"), recepita in Italia dal Decreto "RAEE".per il recupero di metalli rari.

Per i medicinali scaduti aumenta la sensibilità a conferirli presso i raccoglitori posti davanti o nelle farmacie; da qui vengono portate agli inceneritori e bruciate ad altissime temperature separatamente dagli altri rifiuti. 

Se quanto precedentemente riportato è un quadro corretto della situazione ne consegue che non hanno molto senso i termovalorizzatori o se vogliamo - prudenzialmente - un numero abnorme e inutile di tali impianti nel territorio nazionale. Il testimone passa allora alla politica che deve fare le scelte strategiche e operative e alle agenzie culturali che hanno la grave responsabilità di educare i nostri concittadini e di converso i politici che della società sono il prodotto.


Nella Sicilia, dove lo scrivente risiede, molti comuni adottano o stanno adottando la raccolta differenziata. Tuttavia - per quello che è dato sapere - siamo ben lontani dai livelli di efficienza dei comuni del Nord Italia e siamo in un vuoto normativo che tenda ad abbassare il volume dei rifiuti.

La cosa strana è che il governo nazionale sarebbe propenso per la costruzione - in Sicilia - di molti termovalorizzatori. Quindi due linee politiche - quello locale e quello nazionale - fra loro divergenti che in pratica rallentano gli effettivi processi decisionali.

Quale cittadino, quale credente in Cristo può rimanere estraneo anche a questi problemi ?

 

 

Silvestro Consoli  ( foto Ioana Ghilvaciu )

 


( 1) Uno dei Paesi che applica significativamente le tecniche della riduzione e del riuso è la Danimarca, in cui, grazie ad una legislazione favorevole, ben il 98% delle bottiglie in commercio è riutilizzabile, ed il 98% di esse torna indietro ai consumatori senza essere riciclato. La Germania invece raggiunge un tasso di riciclaggio di oltre il 50%.


( 2) DATI ISTAT SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI FARMACI - secondo i dati rilevati dall’ultimo Rapporto Istat su “Popolazione e ambiente: comportamenti, valutazioni e opinioni”, cresce la consapevolezza degli italiani riguardo il corretto smaltimento dei farmaci: mentre nel 1998 le famiglie che utilizzavano i raccoglitori per farmaci scaduti presenti nelle farmacie erano solo il 37,3 per cento, nel 2012 hanno raggiunto quota 60,8 per cento.

I medicinali scaduti raccolti negli appositi raccoglitori vengono portati agli inceneritori e bruciati separatamente dagli altri rifiuti e ad altissime temperature.