OSSERVATA LA FUSIONE DI DUE BUCHI NERI

 

 

Immagine pittorica della fusione di due buchi neri- da https://www.ligo.caltech.edu/news/ligo20160211
Immagine pittorica della fusione di due buchi neri- da https://www.ligo.caltech.edu/news/ligo20160211

Il 14 Settembre 2015 due antenne capaci di captare onde gravitazionali - poste a grande distanza fra di loro - hanno registrato in simultanea un evento fino ad ora mai osservato: l'unione ( fusione ) di due grandi buchi neri.

 

L'evento in questione - che ha liberato una grandissima quantità di energia - si è verificato qualche miliardo di anni fa: la perturbazione dello spazio-tempo ha generato un'onda gravitazionale che -alla velocità della luce - si è propagata per tutto l'universo. ( v. nota 1 )

Grafico del segnale ricevuto dalle due antenne gravitazionali. I disegni discendono dalla teoria del fenomeno e illustrano le varie fasi del processo di fusione dei due buchi neri.
Grafico del segnale ricevuto dalle due antenne gravitazionali. I disegni discendono dalla teoria del fenomeno e illustrano le varie fasi del processo di fusione dei due buchi neri.

Solo grazie all'elevata sensibilità delle due antenne gravitazionali- una a Livingston ( Louisiana - USA) e una a Hanford ( Stato di Washington USA) -  è stato possibile osservare l'arrivo di quest'onda gravitazionale.

Per inciso è la prima volta che "antenne gravitazionali" registrano un segnale: ciò ha premiato tutti coloro che lavorano in questo settore dell'astrofisica e nel contempo ha posto le premesse per insistere e migliorare la sensibilità di questi nuovi strumenti di osservazione del cosmo.

 

Così dal 14 settembre 2015 sappiamo che le onde gravitazionali ( previste cento anni fa da Einstein ) esistono e altresì sappiamo, con maggiore evidenza sperimentale, che esistono pure i buchi neri.

 

Pertanto al momento attuale per osservare l'universo - e tentare di scoprire i tanti segreti che esso ancora ci nasconde - abbiamo a disposizione nel campo dell'astrofisica ben tre risorse fondamentali:

le onde elettromagnetiche ( luce visibile, raggi infrarossi, raggi gamma ); i neutrini cosmici; ( ora ultime arrivate )  le onde gravitazionali.

 

Complementare alle predette osservazioni astrofiche ( che tendono a rispondere a quesiti come la nascita dell'Universo, la natura della materia oscura, la natura dell'energia oscura, ecc.  ) è la ricerca che in fisica viene fatta nel settore delle particelle fondamentali della natura. Solo quattro anni fa ( 2012 ) è stata scoperta una particella, il  "bosone di Higgs", che secondo la teoria corrente conferisce massa a tutte le altre particelle elementari.

Una ricerca - questa delle particelle fondamentali - che oltre al contributo della teoria ( fisici teorici ) ha bisogno di grandissimi laboratori scientifici. Laboratori costosissimi e al limite della tecnologia attuale ( vedi il LHC di Ginevra ) dove migliaia di persone ( fisici sperimentali, ingegneri, tecnici con varie specializzazioni e competenze ) lavorano per testare le teorie.

 

Tuttavia è necessario indagare ancora nel settore della fisica delle particelle elementari ( tecnicamente si dice "Fisica delle Alte Energie" ) per dare consistenza a quanto si conosce e per porre le basi di nuove teorie che permettano di unificare due ambiti della Fisica che ancora sono separati: la teoria della Relatività Generale ( che nel già nel 1915  aveva permesso ad Einstein di predire l'esistenza delle onde gravitazionali ) che trova applicazione nell'ambito cosmologico e il "modello Standard  ( che fino ad ora ha permesso di spiegare i fenomeni del mondo dell'infinitamente piccolo ) che si occupa di particelle elementari.

 

 

Silvestro Consoli

 

 

 

( 160217 )