IL RETAGGIO DELLA RIFORMA RADICALE

 
 

 

9 - LO STATO E LE CHIESE: UN CONTRASTO INSANABILE?

 

Lo scontro teologico tra la Riforma e la Chiesa cattolica portò anche, tra le sue conseguenze, ad una trasformazione dei rapporti tra stato e chiesa. Anche in questo ambito, l’orientamento di luterani e riformati fu diverso da quello dei radicali: per i primi, un cristiano aveva la responsabilità di occuparsi delle questioni attinenti la società civile; per i secondi (almeno per la maggioranza degli anabattisti), un verso cristiano non può occupare una carica pubblica.

 

Martin Lutero
Martin Lutero

- Lutero considerava lo stato come un’espressione della creazione di Dio ma assegnava soltanto alla chiesa la responsabilità storica della redenzione dell’umanità.

 

- Calvino separava le funzioni della chiesa e dello stato, ma pensava che lo stato potesse svolgere una funzione positiva nel piano salvi!co. Per il riformatore ginevrino, “l’ordine civile [non è] una realtà contaminata che non riguarda i cristiani” (Istituzione della religione cristiana, IV, 20.2).

 

- In un clima di crescente persecuzione, gli Anabattisti (  pur riconoscendo la necessità di un governo civile per la punizione dei malvagi e la difesa dei deboli) accentuavano la signoria di Cristo sulle comunità dei credenti e rifiutavano ogni forma di compromesso con il mondo e di partecipazione all’ordine politico.

La separazione tra il livello politico-civile e quello religioso-spirituale, che caratterizzò il movimento anabattista, sostituì la visione medievale che integrava in un tutto organico il potere politico e il potere ecclesiastico.

 

Per gli anabattisti (con l’eccezione di Balthasar Hubmaier), l’appartenenza a un regno escludeva la possibilità di obbedire alle leggi dell’altro.

Il principio della separazione tra chiesa e stato caratterizzò poi anche il movimento battista, sia in Inghilterra sia nelle colonie inglesi del Nord America.

 

In Government and Liberty described and Ecclesiastical Tyranny exposed (Boston 1778), il battista americano Isaac Backus si dichiarò decisamente contrario al sostegno pubblico della chiesa perché comportava un’inevitabile corruzione.

L’aiuto migliore che lo stato poteva dare alla religione era assicurare le condizioni della sua libertà.

 

Giovanni Calvino
Giovanni Calvino

Alle origini del potere temporale.

 

La critica del potere temporale del papa si fondava anche sulla falsità, dimostrata nel 1440 dall’umanista Lorenzo Valla, della donazione Costantino.

 

Per Lutero, “un contadino ubriaco sarebbe stato in grado di mentire con maggiore accortezza”.

 

L’imperatore Costantino offre al papa Silvestro I la tiara imperiale, simbolo del potere temporale ( affresco Oratorio di S. Silvestro – Roma )
L’imperatore Costantino offre al papa Silvestro I la tiara imperiale, simbolo del potere temporale ( affresco Oratorio di S. Silvestro – Roma )

 

 

2017 – 03 -04