SULLA PACE E SUL DISARMO


 

Non in mio nome: dibattito su pace e religioni a Niscemi

Niscemi 27 febbraio 2015

 

Cosa possono fare i credenti, e i non credenti, per contrastare la spinta alla guerra che viene da più parti nel mondo, spesso in modo non chiaramente comprensibile dall'opinione pubblica?

Esiste la possibilità di tornare a un modello di coesione pacifica tra i popoli di diversa etnia e religione?

Cosa significa parlare di pace in un territorio fortemente militarizzato come quello di Niscemi?

Queste e altre domande, diventate nel giro di poche settimane di stringente attualità, sono stati i contenuti dibattuti nel corso dell’incontro Il ruolo delle religioni nella costruzione di sentieri di Pace che si è tenuto a Niscemi il 27 febbraio alle 17,00 presso l’Istituto Superiore Leonardo da Vinci.

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( 150303)

 


 

Se l'F35 diventa di pace

 

 Al momento in cui questo articolo viene impaginato il Parlamento e il governo non hanno ancora deliberato se sospendere o confermare o rimandare ogni decisione sull'acquisto degli F35.

 

Riportiamo l'editoriale della rivista "analisi difesa". Il taglio non è pacifista ma diciamo di realpolitik.

( 26 Giu 2013)

 

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Siria, a Yarmouk si muore di fame

I palestinesi rimasti nel campo profughi di Yarmouk (Siria ) vivono una situazione drammatica . manca cibo, combustibile, medicinali, .. i cecchini e le bombe fanno il resto. L'ONU è impotente e gli stati che contano sembrano assenti. Leggi tutto.

(140202)

 


 

Siria :verso una soluzione ?

il punto, la distruzione delle armi chimiche di Assad, ma poi ?

 

Il grave bilancio di quasi tre anni di guerra civile in Siria è stimato attualmente in circa 126 mila morti, in 2,4 milioni di profughi, oltre ai feriti e alla distruzione di infrastrutture, abitazioni, siti archeologici.

Le Nazioni Unite hanno già avvertito che   CONTINUA

(140120)


 

La realtà di Gaza e le illusioni israeliane

Gideon Levy - 11 luglio 2014

“Non c’è modo di sfuggire al castigo per ciò che sta succedendo qui da quasi cinquant’anni”, ha dichiarato lo scrittore David Grossman in occasione della Conferenza israeliana sulla pace, che si è aperta a Tel Aviv l’8 luglio. Queste parole sono state pronunciate solo poche ore prima che l’ultimo castigo nella lunga catena di delitti e castighi si abbattesse sui civili israeliani, così innocenti e senza colpa    leggi tutto

(140713)