IL RETAGGIO DELLA RIFORMA RADICALE

 
 

 

10 - NONRESISTENZA, PACIFISMO E NONVIOLENZA

Nei confronti della guerra, i principali riformatori restarono sostanzialmente allineati sulla teologia della “guerra giusta”, mentre per gli anabattisti il rifiuto di ogni forma di compromesso col potere civile comportava, da un lato, il rifiuto di fare ricorso alla violenza e di usare le armi e, dall’altro, la scelta di non opporre resistenza al male e testimoniare la pace mettendo in pratica le parole di Gesù, “Beati quelli che si adoperano per la pace” (Mt. 5:9).

 

Capitolo 13  della lettera ai Romani e riformatori.

Credendo di interpretare correttamente il cap. 13 della lettera ai Romani i riformatori insegnarono generalmente che, di fronte a un principe ingiusto o a un tiranno, i cristiani dovevano sopportare pazientemente quella tirannia come una prova voluta da Dio, il solo a poter punire il colpevole, quando lo giudicasse opportuno. Nel pensiero dei riformatori non ebbero molta rilevanza le idee di resistenza, rivolta e opposizione armata – a parte alcuni pronunciamenti di Zwingli, Bullinger, Vermigli e Beza in campo riformato e la dichiarazione luterana di Magdeburgo di resistenza a Carlo V ( 1550 ).

 

 

Il vero pacifismo cristiano.

Nella tradizione anabattista-mennonita, il termine non resistenza indica la posizione di chi crede che la volontà di Dio richieda la rinuncia alla guerra e ad altri mezzi compulsivi per  raggiungere fini personali o sociali.

Il termine derivava dalle parole di Gesù, “Non resistere al malvagio” (Mt. 5:39) e si collegava a un filone di pacifismo cristiano che attraversa il cristianesimo medievale e occupa una posizione rilevante tra i primi valdesi e in Petr Chelcicky dell’unione dei Fratelli boemi che aveva affermato:

 la spada separa il cristiano da Dio” ( La rete della fede, 1440-3 )

 

Quindi il vero pacifismo cristiano può essere inteso come sinonimo della non resistenza cristiana. La non resistenza fu adottata dagli anabattisti fino dalle origini, ad eccezione del gruppo di Hubmaier, che ebbe breve vita in Moravia (1526-28), e del regno millenaristico di Münster (1534-5).

La prima affermazione della dottrina anabattista di assoluta non resistenza si trova in un articolo della cosiddetta Confessione della fede dei Fratelli svizzeri (Fraterno accordo di alcuni figli di Dio concernente sette articoli), scritta da Michael Sattler e approvata da un’assemblea di anziani mennoniti a Schleitheim nel 1527, che fu uno dei primi manifesti della Riforma radicale:

Il dibattito che portò a questa posizione continuò tra gli anabattisti polacchi, che furono influenzati dalle idee pacifiste degli Hutteriti che si erano insediati in Moravia.

 

La testimonianza di pace dei quaccheri.

Il nostro principio è di cercare la pace e di perseguirla e attenersi alla giustizia e alla conoscenza di Dio, cercando ciò che è bene e il benessere, e compiendo quanto mira alla pace di tutti. Per quanto ci riguarda, ripudiamo tutti i principi e le pratiche sanguinose, con tutte le guerre e i combattimenti con armi esteriori, per qualsiasi fine o sotto qualunque pretesto, e questa è la nostra testimonianza al mondo intero.

         Declaration from the Harmeless and Innocent People of God called Quakers    ( 1660)

 

Nell’apologia della religione cristiana ( 1675 ), Robert Barclay ( 1648 – 1690) affermò che i cristiani, in quanto figli della luce e del regno, sono chiamati a proclamare la pace e a rigettare la guerra in tutte le sue manifestazioni e, quindi, a rifiutare di prestare servizio militare.

 

La critica del potere distruttivo della guerra e la ricerca di misure per attuare il pacifismo su scala internazionale furono continuate da William Penn che, nel saggio Una proposta per la pace presente e futura d’Europa ( Essay towards the Present and Future Peace of Europe, 1693 ), propose la costituzione di una embrionale lega delle nazioni per mantenere la pace.

 

Altre versioni del pacifismo.

Una nuova versione del pacifismo fu elaborata dallo scrittore russo Lev Tolstoy, che ne trovò un’incarnazione concreta nella setta cristiana russa dei Ducroborey, i quali nel giugno del 1895 bruciarono le armi come segno della loro scelta non violenta e antimilitarista.

Per questo furono perseguitati dallo zar e costretti ad emigrare in Canada, con l’aiuto finanziario di Tolstoy.

Tra coloro che diedero vita a importanti iniziative per la pace dal 1914 al 1948 si segnalarono anche rappresentanti delle chiese riformate e luterane di qua e di là dell’Atlantico attraverso la World Alliance for Promoting International Friendship through the Churches ( per es. il luterano tedesco Friedrich Siegmund Schultze, i riformati svizzeri Adolf Kelter e Leonhard Ragaz, Charles S. Macfarland, segretario generale del Federal Council of the Churches of Christ in America .

 

Una definizione di non violenza.

Non violenza significa evitare non solo la violenza fisica esterna, ma anche la violenza interna dello spirito. Non solo dobbiamo rifiutarci di sparare a un uomo, ma dobbiamo rifiutare di odiarlo. ( Martin Luther King, discorso alla Beulah Baptist Church di Montgomery, Alabama - 18 Giugno 1956 )

 

2017 – 03 - 06