Joseph Ratzinger : crisi di un papato"

 

Marco Politi - Ed. Laterza

 

 

Conversazione di Loredana Lipperini con Marco Politi ( Radio 3 -Fahrenheit del 05 Feb 2013)

 

 

 

Lipperini: Marco Politi é uno dei maggiori esperti di questioni vaticane: vaticanista di "la Repubblica", editorialista del "Fatto quotidiano", collabora con numerosissime testate e per "Laterza" ha pubblicato "Joseph Ratzinger : crisi di un papato".

Dalla prefazione di Stefano Rodotà a quest'ultimo libro traggo una frase che mi ha molto colpita: ".. è un libro sulle difficoltà del governare e sullo scarto che c'è fra l'ambizione intellettuale e la complessità del reale .." Il pontificato di Ratzinger può essere inquadrato in questa definizione ?

 

 

 

Politi. certamente, la parola chiave é proprio la "difficoltà del governare". Ratzinger é un grande intellettuale, é un pensatore, é un predicatore; per esempio, anche quando va in una piccola parrocchia romana sa spiegare il Vangelo con una grande chiarezza; é un appassionato della figura di Cristo.

Ci sono i suoi libri su Gesù, in cui lui in realtà propone un cristianesimo che non sia un pacchetto di divieti, di proibizioni ma che sia fatto proprio da un'adesione alla figura di Gesù. Un rapporto con Dio che diventa – in Cristo - anche rapporto con gli uomini. Ad un certo punto in una delle sue encicliche dice "non si può andare all'altare se tu non sei in un atteggiamento solidale con i tuoi vicini, con i tuoi con - esseri umani".

Diciamo quindi: c'è un grande afflato di una fede vissuta con grande sincerità e al tempo stesso c'è una difficoltà di governo. Infatti in questi sette anni di pontificato, ci sono state sistematicamente – anno dopo anno - crisi: crisi con l'Islam, crisi con gli ebrei, crisi con i cattolici stessi per la reintroduzione della messa preconciliare ( la messa tridentina in cui la comunità non gioca nessun ruolo), crisi per l'affare Williamson ( un vescovo lefbriano a cui é stata tolta la scomunica ed era un vescovo assolutamente negazionista, per cui questo ha riprovocato ferite con gli ebrei ), crisi con il mondo della scienza ( per la sua definizione che il preservativo aumenta i problemi dell'Aids, quando tutta comunità internazionale é intervenuta anche con durezza dicendo che questo non era assolutamente vero ), fino all'ultima crisi di Vatileaks in cui noi abbiamo visto problemi che toccavano il segretario di Stato cardinale Bertone in conflitto con il cardinale di Milano Tettamanzi, la crisi della gestione dello Ior ( dove proprio il direttore Gotti Tedeschi che voleva maggiore trasparenza é stato poi alla fine cacciato).

Il grande problema dello Ior - che ancora non é stato chiarito - é che in tale banca dovrebbero avere conti correnti soltanto organizzazioni religiose, oppure i diplomatici accreditati presso la S. Sede oppure i dipendenti della S. Sede. Ma non personaggi anonimi o personaggi che non c'entrano. Ecco Marco Politi non dovrebbe avere un conto allo Ior. Invece si sa che in passato attraverso conti esterni dello Ior sono passate le tangenti Enimont oppure c'è stato anche riciclaggio di denaro mafioso, come ha sancito il tribunale di Roma. Ecco perché ancora oggi la questione dei conti –cosiddetti esterni – é di viva attualità allo Ior.

 

 

 

 

Lipperini. Lei - Marco Politi - va anche all'indietro nel tempo: ci fa scoprire un Ratzinger che é stato traumatizzato dal sessantotto. Lei parla di psico - terrore in quel caso. Perché ?

 

 

 

Politi.Una delle particolarità della vicenda umana di Ratzinger – che l’altro non voleva diventare papa ma é stato spinto in avanti da gruppi conservatori che volevano garantire di nuovo la “tradizione” , l’identità tradizionale della chiesa  – è che lui al tempo del Concilio era uno dei teologi più riformatori ( lui partecipava come esperto conciliare con il cardinale tedesco Frings, anzi lo aiutava anche a fare dei discorsi in cui ad esempio il cardinale Frings rovesciò l’agenda preparata dai conservatori della curia che praticamente avevano già preparato i documenti come avrebbero dovuto essere approvati ) ecco quindi Ratzinger faceva parte dell’ala più radicale.

Spesso ci sono suoi compagni che se lo ricordano che girava anche per i banchi del Concilio per dire come votare un emendamento, come rispondere alle resistenze conservatrici.

Subito dopo il Concilio però lui è rimasto molto traumatizzato dall’esplosione del ’68 in Germania, perché in Germania ci sono – nelle Università statali anche facoltà religiose ( ci sono le facoltà cattoliche, e ci sono le facoltà protestanti ) e allora molti studenti – specie protestanti – hanno cominciato ad attaccare fortissimamente l’immagine tradizionale della chiesa, per esempio parlavano di un Dio sanguinario, di un Dio macellaio, di un Dio che uccide il proprio figlio. E allora lui ha avuto questo choc ed ha cominciato ad arretrare, a vedere il post concilio come un’epoca pericolosa e quindi la necessità di stringere i freni e di non continuare le riforme. Perché il Concilio è stato un grande passo in avanti nel rapporto fra chiesa cattolica e mondo moderno, ma il Concilio – per esempio tutta la tematica delle donne, ma anche il ruolo dei preti nel mondo contemporaneo – ha bisogno di essere continuato, di essere sviluppato. Non a caso il cardinale Martini, già nel ’99, proponeva un altro Concilio, per lo meno una riunione di vertice dei vescovi per discutere dei problemi caldi: il sacerdozio delle donne, il celibato dei preti, le grandi questioni etiche ( fra cui appunto sessualità, omosessualità ) che vengono sempre rimosse dalla gerarchia vaticana.

 

 

 

Lipperini. E invece lei ci ricorda – Marco Politi – nel suo libro che per Ratzinger il dopo Concilio è stato una catastrofe. C’è un elenco di mali che viene fatto nel rapporto sulla fede del 1985: “la scissione fra la sessualità e il matrimonio”, “la contraccezione”, “i rapporti prematrimoniali”, “l’omosessualità”, “la masturbazione”. Ci sono anche degli episodi che lei riporta, dove sono protagonisti per esempio un teologo che si chiama Leonardo Boff ( e che nel 1984 venne messo all'indice ). É così ?

 

 

Politi. Si, gli fu tolta . Boff é stato uno dei grandi della teologia delle liberazione dell'America latina gli fu a un certo punto proibito anche di parlare in pubblico.

 

 

Lipperini. Ratzinger che parte aveva in questa proibizione ?

 

 

Politi. Ratzinger fu quello che decise la proibizione. Lo fece venire a Roma e poi non fece neanche parlare in suo favore dei cardinale brasiliani che erano venuti ad accompagnarlo; non fece assistere questi cardinale all'interrogatorio di Boff, li tenne in una stanza a parte. Ci parlò dopo e alla fine ci fu questa proibizione per Boff di scrivere e di parlare. Quindi fu moralmente strangolato, tanto è vero che Boff dopo qualche anno ha lasciato il suo ordine ed è uscito.

Ma la lista di quelli che furono colpiti dal cardinale Ratzinger, come prefetto della Congregazione della fede era assolutamente lunga. Per esempio c'è una suora americana Jeannine Gramick che si era molto impegnata per il rapporto con i cristiani omosessuali insieme ad un altro prete americano: anche lei è stata silenziata. Oppure c'era uno studioso teologo indiano Tissa Balasurya che voleva capire qual è il ruolo delle religioni orientali, diciamo in una visione aperta che vede il ruolo dello Spirito Santo anche in altre forme religiose. Ecco tutti questi personaggi sono stati sistematicamente silenziati dal cardinale Ratzinger. Però si pensava, quando fu eletto ,che spesso chi è rigido come cardinale di curia può avere un orizzonte più aperto come Papa.

 

 

 

Lipperini. Facciamo ancora un passo indietro – Marco Politi – perché lei prima ha citato Carlo Maria Martini e mi piacerebbe sapere che rapporto avevano Ratzinger e Martini.

 

 

Politi. Era un rapporto di grande stima. Ratzinger rispettava moltissimo il Martini studioso, il Martini biblista, il Martini come grande uomo di fede.

Perché Martini é anche quello che quando é diventato arcivescovo di Milano ha istituito la "cattedra dei non credenti" per dialogare con la cultura contemporanea; però, al tempo stesso, ha istituito - un giorno alla settimana - un momento di meditazione in silenzio nel Duomo con i giovani per fare conoscere alle giovani generazioni anche il valore molto stimolante del silenzio, della preghiera pensata, della preghiera nel proprio cuore.

E lo stesso Martini durante il conclave del 2005 – quando si rese conto che il fronte riformista non aveva sufficienti forze – ha poi deciso di fare confluire i suoi voti sul cardinale Ratzinger, che indubbiamente in quel momento era la persona di maggiore spicco ( intellettuale, spirituale, morale ) che ci fosse nel conclave.

Certo un altro candidato avrebbe potuto essere Martini stesso ma aveva il Parkinson anche lui. Non si poteva avere due Papi con il Parkinson uno dopo l'altro: Giovanni Paolo II

 

 

Lipperini. Chi promosse la candidatura di Ratzinger ?

 

 

 

Politi. La candidatura di Ratzinger nasce da un raggruppamento di cardinali iberici e latino americani, dell'Opus Dei, di Comunione e liberazione che sono fortemente interessati a stringere i freni dopo il pontificato di Giovanni Paolo II che per certi aspetti dai conservatori é stato sentito come destabilizzante.

Perché certo Wojtyla era molto allineato con i dogmi tradizionali della chiesa, però ( ad esempio) l'idea di fare un grande convegno interreligioso ad Assisi, nel corso del quale pregavano contemporaneamente i leader di tutte le religioni ha spaventato una parte della Curia. La Curia riteneva che questo evento fosse una specie di marmellata delle fedi in cui andasse cancellata la particolarità del cristianesimo e del cattolicesimo.

Un'altra idea destabilizzante per i conservatori fu il grande mea culpa dell'anno 2000, quando Giovanni Paolo II – il primo Papa nella storia – chiese perdono per gli errori e gli orrori compiuti dalla chiesa alle crociate, l'antisemitismo, le guerre di religione.

Ecco per tutti questi motivi c'era un gruppo forte che voleva di nuovo un ritorno alla tradizione e stingere i freni. Non é un caso che uno dei primi discorsi alla Curia di Papa Benedetto XVI sia stato quello di dire che "il Concilio va visto in una dimensione di continuità nella storia della chiesa e non di rottura"- Ora si può giocare sulle parole ma il concilio indubbiamente é stato una grande svolta che ha cambiato moltissimo, pensiamo soltanto che dopo il Concilio c'è tutta l'apertura della chiesa cattolica agli ebrei che non vengono più visti come nemici, come deicidi, come inquinatori del cristianesimo così come erano stati visti per duemila anni prima.

 

 

Lipperini. Quello che accade dopo l'elezione di Ratzinger a Pontefice lei lo riporta in un libro molto denso e documentato nel quale racconta sia la parte umana ( cioè la difficoltà anche personale di avere rapporti con la folla a differenza del suo predecessore ) sia anche le prese di posizione continue contro la fecondazione eterologa, contro l'analisi pre-impianto degli embrioni, contro le unioni civili, contro il testamento biologico, e come diceva lei poco fa –Marco Politi - tutta una serie di – chiamiamoli "incidenti diplomatici" in un certo senso comunque delle problematiche che partono credo proprio con la citazione su Maometto.

 

 

Politi. Esattamente . A Regensburg nel 2006.

 

 

Lipperini. Cosa avvenne per chi lo avesse dimenticato, in quell'occasione ?

 

 

Politi. Lì avviene che il Papa tiene un discorso su "fede e violenza" e a un certo punto cita un imperatore bizantino che nel dialogo con un saggio persiano – o stiamo parlando dei tempi del medioevo, del 1300 – dice a un certo punto "ma insomma dimmi che cosa di nuovo ha portato Maometto se non cose crudeli e disumane, come quello di diffondere la fede con la spada".

Allora é evidente che una frase del genere avrebbe scatenato le reazioni dei musulmani perché significa appiattire l'Islam su una ideologia di violenza. E Benedetto XVI non si é minimamente distanziato da questa frase. Oggi se si prende quel discorso si vedono delle note a piè pagina in cui lui dice "non condivido minimamente questo pensiero". Ma allora lui così l'ha scritto e così l'ha detto ! E la cosa paradossale é che i giornalisti che stanno nel volo papale – si spostano con i papi intorno al mondo ( io ho fatto 80 viaggi con Wojtyla e con Ratzinger intorno al mondo ) – ricevono il testo la mattina presto, alle sei del mattino. Quindi noi alle sei del mattino guardiamo questi testi e vediamo cos'è la parte più interessante della giornata e noi abbiamo avvertito il portavoce papale padre Lombardi che qui c'era un passo che avrebbe suscitato delle reazioni. E non c'è alcun dubbio che il portavoce papale abbia – diciamo – trasmesso queste nostre osservazioni in alto. Ratzinger non ha capito qual era in quel momento il suo ruolo geo-politico.

Ha parlato come se fosse un professore e quindi si sono scatenate le reazioni non soltanto dei gruppi violenti, fondamentalisti – possono essere in Pakistan o in altri posti – ma soprattutto i musulmani europei – dei grandi consigli dei musulmani di Spagna, Inghilterra, Germania, Francia. Quelli che lavorano per l'integrazione, per l'europeizzazione dell'Islam, si sono sentiti feriti da questa frase.

Per cui poi ha dovuto fare numerosi passi indietro, scusandosi.

 

Lipperini. Anche da parte ebraica – già lo ricordava in apertura – ci furono in almeno due occasioni.

 

 

 

Politi. E si, con gli ebrei, con il mondo dell'ebraismo, ci sono state ripetute frizioni e scontri anche perché il Papa a un certo punto ha voluto rivalutare – mettere sullo stesso piano – la messa preconciliare con la messa di riforma del dopo Concilio. E in questo passaggio delle preghiere del venerdì santo, della messa tridentina ( di prima del Concilio), ancora c'era un appello affinché gli ebrei fossero illuminati e capissero che Cristo era il Messia.

Ora, dopo tutto quello che era stato fatto dopo il Concilio, dopo i ripetuti passi di Giovanni Paolo II verso gli ebrei, anche la prima visita di un Papa ( la fece Wojtyla ) in una sinagoga ( la sinagoga di Roma ) l'ebraismo si é sentito ferito – come se fosse una religione in qualche modo accecata, mutilata. Il Papa ha però voluto insistere anche in una nuova versione, con una formulazione che per gli ebrei era inaccettabile; e questo per cui "in qualche modo alla fine dei tempi avrebbero dovuto essere illuminati". E questo ha provocato serie frizioni con il mondo ebraico a cui si sono sommate poi il caso del vescovo negazionista Richard Williamson. Anche lì il Papa non ha capito geo - politicamente che cosa significava togliere la scomunica a un personaggio del genere.

 

 

Lipperini. Senta c'è questa contraddizione fra il professore e il Papa. Sostanzialmente che attraversa molta parte di questi incidenti di percorso che hanno caratterizzato questo pontificato però sembrano assumere un'altra connotazione quando parliamo di sessualità. Ricordiamo che – credo due anni fa – Benedetto XVI disse "l'educazione sessuale é contro la fede". Cioè è un argomento su cui torna molto spesso, così come torna contro le unioni civili e ovviamente i matrimoni omosessuali. Come se fosse diciamo una caratteristica ricorrente di questo pontificato ?

 

  

 

Politi. Si é un problema con cui lui si scontra sistematicamente. Tuttavia Ratzinger visto a quattr'occhi é veramente un personaggio che può avere dimensioni impensate.

Intanto a quattr'occhi non è una persona rigida ma invece molto calda; ha molto senso dell'umorismo, ha il senso dell'ironia, ha un senso anche di partecipazione e di ascolto.

Per esempio chi si sarebbe aspettato da Ratzinger - due anni fa in un libro intervista che si chiama "luce del mondo" - ha detto che se un prete incontra una donna ed è veramente convinto di fare un matrimonio cristiano é bene che sposi questa donna.

Chi avrebbe potuto pensare questa apertura umana di un Papa che viene visto così rigido eppure lui l'ha fatta; per esempio nel 1986, in un documento della Congregazione del S. Uffizio- della dottrina della fede, Ratzinger ha scritto che vanno assolutamente condannate tutte le parole negative nei confronti degli omosessuali, tutte le violenze contro gli omosessuali perché questo é lesivo della dignità umana e bisogna assolutamente non accettare una situazione del genere.

Eppure al tempo stesso c'è questa visione assolutamente negativa, che certo viene dalla tradizione della scelta omosessuale come qualche cosa di disordinato, come un peccato profondo.

In Italia che é – dal punto di vista politico il ventre debole del cattolicesimo – ciò ha fatto si che siano state sistematicamente bocciato ogni tentativo di arrivare – per esempio - ad una legalizzazione delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali. 

 

 

 

Lipperini. Di contro va anche detto che questo pontificato é stato anche caratterizzato dagli scandali e che riguardavano le molestie sessuali da parte di sacerdoti sui bambini.

 

 

Politi. Qui va però chiarita una cosa di fondo. L'omosessualità non c'entra con gli abusi, tant'è vero che noi sappiamo che il 70 % degli abusi avviene in famiglia e per esempio in Belgio dove sono avvenuti i casi di violenze e di torture gli autori erano poi apparentemente sani padri di famiglia. Però la questione é questa: sulla questione omosessuale il Papa non riesce a far quel passo in avanti che in realtà tanti parroci, ma persino tanti vescovi – a quattr'occhi - fanno comprendendo che questa é una condizione in cui un uomo, una donna esprime la propria sessualità, la propria tenerezza, il proprio affetto.

Già il cardinale Martini diceva che se c'è un affetto e un'amicizia bisognava capire con comprensione, seguire con comprensione anche un desiderio di stabilità.

Ecco proprio in questi giorni abbiamo visto per esempio un'apertura inaspettata da parte del nuovo ministro per la famiglia monsignor Paglia, presidente del Consiglio Pontificio per la famiglia che ha detto che "sul piano civile e legislativo bisogna anche regolare questo problema a dei diritti degli omosessuali ".

 

 

Lipperini. Un'ultima domanda. Il futuro di questo pontificato, perché lo stato delle cose che lei racconta nell'ultimo capitolo del suo saggio, quanto incerto ?

 

 

Politi. Noi siamo entrati in una fase di stagnazione. Il Papa certamente continuerà a produrre, probabilmente, libri e scritti molto interessanti e molto stimolanti ma la chiesa é in una fase di stagnazione perché continua la grande crisi del clero.

Anche se c'è un piccolo aumento di qualche migliaio di nuovi preti questo non copre l'aumento degli ultimi tre anni ( + di trenta milioni ) dei fedeli cattolici nel mondo. Ma soprattutto c'è un aspetto poco conosciuto: c'è un crollo verticale delle adesioni agli ordini religiosi femminili. Negli ultimi sei anni hanno perso 50.000 persone. Questo significa che la donna moderna che ancora nell'ottocento e nel novecento creava nuovi ordini religiosi, nuove organizzazioni religiose, oggi non si sente riconosciuta nel suo ruolo nella chiesa cattolica.

 

 

 

Lipperini. Però su questo soffermiamoci ancora qualche istante. Perché forse occorre chiarire: questo pontificato nei confronti delle donne, perché lei ha raccontato all'inizio, dell'ostilità del non ancora pontefice Joseph Ratzinger nei confronti di varie autrici – credo che ce ne fosse un'altra, una suora inglese che parlava di "donne all'altare", questo era il titolo del suo libro che appunto venne messo all'indice in un certo senso. Non c'è stata alcuna apertura nei confronti del mondo femminile ?

 

 

Politi. No, se si parla con Ratzinger così individualmente lui avrà molta stima per la donna, per il ruolo della donna, anche nella vita civile. Ma per lui é assolutamente impensabile che la donna possa accedere agli ordini sacri e in realtà, sebbene si sia espresso a favore delle donne in varie occasioni ancora oggi non ha neanche dato spazio alle donne nell'organizzazione curiale vaticana. Le donne in Vaticano si contano sulla punta delle dita e allora si vede lì la grande contraddizione:o la Chiesa é una comunità in cui uomini e donne insieme evangelizzano il mondo oppure é una situazione in cui le donne hanno sempre un ruolo subordinato. E di fatto nell'organizzazione vaticana le donne sono assolutamente sempre – avremmo detto nel '68 – gli angeli del ciclostile, cioè quelli che ancora fanno un lavoro esecutivo ma non sono nei posti decisionali.

 

 

Lipperini. Abbiamo ragionato parzialmente – perché il libro é molto approfondito – ringraziamo il nostro ospite.

 

 

 

(130213) C.S.