Il Fondamento teologico del Diritto

 

 

a cura di Italo Pons e Eugenio Stretti

Gabrielli editori, 2012

168 pp.

14 euro

 

Il libro

 

Jacques Ellul (1912-1994), di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato un sociologo e teologo francese, autore di numerosi saggi sulla cosiddetta “società tecnologica”, sul Cristianesimo e sulla politica.

 

Le devastazioni, non solo materiali, ma anche, e specialmente, morali, dovute alla Seconda guerra mondiale, avevano indotto Ellul a rimeditare sui rapporti fra legge e giustizia, fra diritto e potere politico.

L’Autore traccia in quest’opera le linee generali di un’interpretazione protestante del diritto in antitesi con la concezione del filosofo cattolico Jacques Maritain (1882-1973).

Due visioni antitetiche quella di Maritain e quella di Ellul.

 

Per il primo, sulle orme di San Tommaso, esiste “un diritto cristiano” e nell’ambito di questa concezione la chiesa, in una visione globale della giustizia e della salvezza, deve spingere verso il bene tutta la società, assolvendo un ruolo di “mediazione” e di garanzia del “bene comune”.

 

Per Ellul, invece, vi è l’esigenza di ancorare le leggi a “valori spirituali indipendenti dall’uomo”, e perciò dal rapido mutare dei tempi: valori che molti identificavano nel diritto naturale. Pertanto l’origine divina del diritto ha valore cogente per il singolo in dialettica con il diritto umano.

La chiesa, secondo Ellul, deve preoccuparsi delle anime; il “magistrato” è servitore di Dio per il bene del popolo e la gestione del mondo.

Chiesa e Giustizia svolgono un compito affidato loro da Dio, ma ciascuna nella sua sfera e non ci deve essere nessuna interferenza. La Chiesa non deve essere cacciata nell’ambito politico perché non deve nemmeno entrarvi e ciò sottolinea la vocazione protestante ad un’azione individuale nella società.

 

Per il pastore Italo Pons, uno dei curatori dell’edizione italiana del “Fondamento teologico del diritto”, appassionato da sempre di Ellul, il pensiero del giurista francese, malgrado il trascorrere degli anni e delle stagioni, continua a porre interrogativi alla fede e alla società e a seminare inquietudini con il suo approccio iconoclasta e difficilmente inquadrabile

 

 

   Segnalato dal past. Emanuele Fiume su FB il 27 Giu 2012

 

La dottrina del diritto naturale si basa su una determinata concezione della giustizia. Esiste - si dice - una giustizia eterna, i cui precetti sono dotati di validità universale, una giustizia che ha il suo valore in se stessa e che costituisce il metro con cui valutare ogni azione. Questa è sempre stata la tentazione dell'uomo. Ciò che riconosce giusto con la sua ragione gli appare come la giustizia in sé. Non si può dire che si tratti della giustizia divina; in verità, si tratta di una creazione dell'uomo destinata a sostituirsi alla giustizia divina. E vi si sostituisce nella stessa misura in cui si vuol far coincidere questa giustizia dell'uomo con la giustizia di Dio. D'altronde, l'uomo pretende sempre di giudicare l'azione di Dio secondo questa norma di giustizia: sentimento comune che si manifesta nel dire che Dio è ingiusto quando ci fa soffrire, ma anche atteggiamento filosofico che si manifesta nel porre la falsa alternativa: o Dio è giusto e allora non è onnipotente, oppure Dio è onnipotente, ed allora non è giusto. Questo atteggiamento si ricollega sempre ad un concetto di giustizia in sé, con la convinzione che l'uomo possa riconoscere da sé, con le sue sole forze naturali, questa giustizia che esiste per natura, e che , fondamento del diritto naturale, è al tempo stesso misura e criterio dell'azione dell'uomo e dell'azione di Dio. Tentazione che è di tutte le epoche ed alla quale Ezechiele risponde: "I figli del tuo popolo dicono: la via del Signore non è giusta. E' la loro via che non è giusta". E ancora: "Voi dite: la via del Signore non è diritta. Io vi giudicherò ciascuno secondo le vostre vie, o casa d'Israele" (Ezechiele 33:17,20).

 

Jacques Ellul, Il fondamento teologico del diritto, Gabrielli, 2012, p. 70.

 

 

  

   

( 120627)  


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