Statuto della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Lentini

Membro dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (Ucebi)

 

 

 

Preambolo 

 

Articolo 1

I credenti, firmatari della Confessione di fede e del Patto di associazione, allegati al presente Statuto, concordano sul fatto che la Chiesa nasce in quel luogo in cui due o tre si riuniscono nel nome del Signore obbedendo alla sua chiamata e considerano come elementi caratteristici della chiesa locale la sua autonomia per quanto attiene al governo interno e la sua interdipendenza con le altre chiese locali evangeliche.

 

Articolo 2

Questa Chiesa locale è in libera e volontaria relazione con l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI), di cui accetta gli ordinamenti e con la quale intende collaborare.

 

 

 

Dei membri di Chiesa 

 

Articolo 3

Sono considerati membri effettivi di questa Chiesa locale tutti i credenti, battezzati o non, i quali hanno inizialmente sottoscritto la Confessione di fede e il Patto di associazione allegati a questo Statuto. Ogni successiva adesione a codesta Chiesa può avvenire soltanto in base all’accettazione e alla sottoscrizione della Confessione di fede, del Patto di associazione e dello Statuto. Le richieste di adesione dovranno essere accompagnate dalla richiesta di ammissione effettuata al Consiglio di Chiesa che ne presenterà la richiesta all’Assemblea per la deliberazione di ammissione. Ad ogni membro effettivo compete l’intera serie dei diritti e dei doveri riguardanti il buon andamento della vita della comunità, con l’inclusione del diritto di elettorato attivo e passivo.

 

Articolo 4

Sono considerati membri aderenti tutti i minori tra i membri, nonché i simpatizzanti e più in generale tutti coloro che, anche se battezzati, non abbiano sottoscritto la Confessione di fede, il Patto di associazione e lo Statuto. Ad ogni membro aderente compete l’intera serie dei diritti e dei doveri riguardanti il buon andamento della vita della comunità, con esclusione del diritto di elettorato attivo e passivo.

 

 

 

Degli organi della Chiesa:

 

L’assemblea

 

Articolo 5

L’Assemblea di Chiesa è il principale organo deliberativo della comunità. Essa è composta da tutti i membri di Chiesa con diritto di voto, che vi partecipano con pari diritti. Essa deve essere convocata in veste ordinaria almeno una volta l’anno; in veste straordinaria ogni volta che sia necessario. La convocazione ordinaria o straordinaria avviene a richiesta del Pastore o del Consiglio di Chiesa o da almeno un quinto dei membri di chiesa. L’Assemblea elegge all’inizio dei lavori il suo Presidente e un Segretario.

 

Articolo 6

L’Assemblea è validamente convocata quando si accerta in prima convocazione la presenza di almeno la metà più uno dei membri con diritto di voto. Se tale accertamento è negativo si provvede a una seconda convocazione che sarà valida constata la presenza di un terzo dei membri. Qualora anche questa convocazione risulti vana si provvederà a una terza e definitiva convocazione che sarà valida qualunque sia il numero dei presenti. Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza semplice, salvo la disposizione statutaria che prevede una maggioranza diversa.

 

Articolo 7

Nell’Assemblea ordinaria la chiesa ascolta ed esamina:

  • ·           La relazione sull’andamento spirituale della comunità fatta dal Pastore o da un Anziano di chiesa (la relazione pastorale è presentata dal Pastore o, in sua assenza, dal Presidente del collegio degli anziani);
  • ·           La relazione sull’attività del Consiglio fatta dal Segretario;
  • ·           Il bilancio consuntivo e quello preventivo fatto dal tesoriere;
  • ·          

 

L’Assemblea provvede a tutti quegli impegni ritenuti necessari dalla maggioranza per un’efficace azione di presenza e di impegno sociale nella diffusione dell’evangelo; provvede inoltre all’elezione degli organi comunitari e alle eventuali nomine. La competenza dell’assemblea validamente costituita è illimitata [da togliere].

 

 

Articolo 8

Per gravi ragioni o particolari motivi di urgenza la Chiesa riunita per il culto pubblico può convocare un’Assemblea straordinaria ove lo richiedano i due terzi del Consiglio di Chiesa oppure un quinto dei membri presenti con diritto di voto. Le decisioni saranno prese a maggioranza semplice.

 

Articolo 9

Convocata in sede straordinaria ma non per gravi ragioni o motivi di urgenza l’Assemblea può promuovere collette straordinarie o decidere su spese straordinarie. Può prendere ogni decisione ritenuta opportuna al buon andamento della comunità comprese quelle riguardanti questioni disciplinari e la revoca dei mandati deliberati dall’assemblea ordinaria.

 

 

Del Consiglio di Chiesa

Articolo 10.

Il Consiglio di Chiesa è l’organo consultivo ed esecutivo della chiesa locale. Esso è composto da nove membri di Chiesa di cui almeno quattro donne.

Ne fanno parte di diritto il Pastore e due Anziani eletti dal Collegio degli anziani.

I restanti sei, di cui un verbalista e un tesoriere, sono eletti dall’Assemblea.

Esso riunisce ordinariamente ogni due mesi e straordinariamente quando è necessario.

Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Segretario.

Le riunioni sono convocate dal Pastore, dal Segretario o dalla maggioranza dei consiglieri in carica.

Le riunioni del Consiglio sono valide se sono presenti almeno metà più uno dei membri che lo compongono.

Le deliberazioni del Consiglio sono prese a maggioranza relativa.

 

Il Segretario ha il compito di:

  • ·           Moderare le riunioni del consiglio;
  • ·           Redigere di concerto con il Pastore l’ordine del giorno della seduta;
  • ·           Di garantire il rispetto delle decisioni assunte dall’Assemblea e l’applicazione dello Statuto;
  • ·           Di assicurare in assenza del Pastore e di concerto con il Consiglio, il governo della Chiesa;
  • ·          

 

Articolo 11

Il Consiglio esamina le domande di battesimo e quelle di ammissione alla Chiesa da sottoporre all’Assemblea;

si occupa di tutto ciò che riguarda le finanze della Chiesa;

delibera le spese di beneficenza;

Adotta provvedimenti amministrativi necessari per il bene della comunità;

ascolta periodicamente il Collegio degli anziani, il responsabile dei predicatori locali, e dei ministri di assistenza, il segretari della scuola domenicale, del gruppo dei giovani e delle donne. Il Consiglio approva la relazione del bilancio consuntivo e preventivo fatta dal tesoriere e da presentare all’assemblea.

 

Articolo 12

Il Consiglio è responsabile della buona tenuta dei locali di culto e della conservazione dei beni mobili ed immobili della Chiesa. I membri del consiglio non possono essere eletti per più di cinque anni consecutivi.

 

 

Dei ministri

Articolo 13

La Chiesa riconosce i ministeri di Pastore, Anziano, Tesoriere, Diacono. Riconosce inoltre il ministero di predicazione, di assistenza, di Segretario dei singoli gruppi. I requisiti per l’esercizio di un ministero sono individuati in questa Chiesa nella vocazione dello Spirito e nel suo riconoscimento da parte della Chiesa, nell’accertamento di adeguata preparazione per espletare il ministero.

 

Articolo 14.

Il Pastore è eletto ogni due anni con limite di permanenza non oltre i quindici. Qualora l’Assemblea desidera o si trova in condizione di cambiare Pastore, essa deve disporre affinché i nominativi dei candidati vengano presentati uno per volta. Il Pastore viene nominato dall’Assemblea mediante votazione a scrutinio segreto che deve raggiungere i due terzi dei voti favorevoli dei presenti.

 

Articolo 15

Il Pastore ha il compito di predicare e spiegare le Scritture, di istruire i catecumeni, di visitare e assistere i malati, di rappresentare la Chiesa locale di fronte all’Ucebi, alle altre chiese, allo Stato e alle Autorità.

 

Articolo 16

Gli anziani compongono il collegio degli anziani [da togliere].

Il Collegio degli anziani ha il compito di comporre le controversie anche se solo di carattere morale che insorgono tra i membri di Chiesa. Gli stessi sono tenuti a rimettere al Collegio degli anziani la composizione di controversie tra essi insorte e a rispettare le decisioni del Collegio.

Il Collegio, sentiti gli interessati e raccolte le opportune informazioni, stabilisce con motivato provvedimento i termini e i modi di composizione della vertenza.

Il Collegio ha altresì il compito di adottare misure disciplinari a carico di membri di Chiesa che violino gravemente i doveri inerenti al loro ministero o servizio.

Il Collegio ha infine il compito di incoraggiare, esortare e ammonire i membri di Chiesa.

 

Articolo 17

Gli Anziani vengono eletti ogni due anni con un limite di permanenza non oltre i dieci anni.

Gli Anziani vengono eletti dall’Assemblea in un numero di cinque membri di età non inferiore anni quarant’anni e di cui almeno due donne.

Può essere nominato anziano il fratello o la sorella in cui si manifestano chiaramente i doni spirituali e i segni di una vocazione del signore a tale ministero. Gli Anziani vengono nominati mediante votazione a scrutinio segreto che deve raggiungere i due terzi dei voti favorevoli dei presenti.

 

Articoli 18

Il Tesoriere viene eletto annualmente con limite di permanenza non oltre i cinque anni a scrutinio segreto dall’assemblea. L’elezione avviene a seguito dei due terzi dei voti favorevoli dei presenti aventi diritto al voto.

 

Articolo 19

Il Tesoriere

- raccoglie e registra tutte le offerte fatte alla Chiesa dai membri e dagli estranei [da togliere];

- aggiorna di norma ogni due mesi la Chiesa e continuativamente il Consiglio riguardo alla situazione della cassa; effettua tutti i pagamenti deliberati dal Consiglio. Per le spese di modesta entità, il cui importo massimo è stabilito dal Consiglio può agire senza la previa deliberazione di quest’ultimo;

- redige e presenta all’Assemblea ordinaria annuale i bilanci consuntivi e preventivi; esorta i membri a contribuire per le spese della Chiesa.

 

Articolo 20.

I Diaconi sono eletti annualmente con limite di permanenza non oltre i dieci anni.

Sono nominati nella proporzione di uno ogni dieci membri di Chiesa o frazione non inferiore a sei.

L’elezione avviene per scrutinio segreto e per maggioranza relativa.

Articolo 21

 

I Diaconi

curano il buon andamento dei servizi;

assistono il predicatore nell’amministrazione della cena e dei battesimi;

prestano la loro attività in tutto il lavoro ecclesiastico e non [togliere] che la Chiesa svolge.

L’usciere e il verbalista risultano nel novero dei ministri diaconali.

Il primo ha il compito di assicurare il buon ordine del culto e il secondo di verbalizzare le riunioni del Consiglio e dell’Assemblea.

L’Assemblea elegge un diacono, una diacona che ha il compito di curare, catalogare e tenere accuratamente in ordine l’archivio della chiesa.

Il mandato è confermato di anno in anno dall’Assemblea.

 

Articolo 22

I Ministri di Predicazione e quelli di Assistenza sono eletti annualmente senza limiti.

L’elezione avviene per scrutinio segreto e a maggioranza relativa.

 

Articolo 23

I Ministri di Predicazione hanno il compito di predicare in Chiesa o altrove in base alle necessità.

I Ministri di Assistenza hanno il compito di assistere i malati, gli afflitti e i carcerati. Hanno inoltre il compito delle visite ai fratelli alle sorelle e ai simpatizzanti.

 

Articolo 24

I Segretari dei gruppi sono eletti annualmente senza limiti. Essi tengono diario delle attività e degli incontri e affidano il materiale all’archivista al termine dell’anno ecclesiastico.

Ad eccezione del gruppo dei bambini, i restanti eleggono i loro segretari all’interno del gruppo. L’elezione avverrà per scrutinio segreto e a maggioranza relativa.

 

Articolo 25

I Segretari hanno il compito di presiedere i gruppi di organizzare le loro attività e di riferire all’assemblea circa i loro andamento.

 

Articolo 26

L’Assemblea nomina anche due revisori (uno effettivo, uno supplente) fra i membri di Chiesa che rispondano ai requisiti richiesti per il diaconato e con la stessa procedura.

Essi sono eletti annualmente con limite di permanenza non oltre i cinque anni.

Essi devono avere a disposizione tutti i registri di cassa e le pezze d’appoggio relativi all’anno di loro competenza; i verbali delle riunioni di consiglio; i registri e le pezze d’appoggio dei gruppo. I revisori esaminano in base a questi documenti l’operato del consiglio e le attività sussidiarie per il periodo di loro competenza. Redigono una relazione scritta per l’assemblea.

 

Articolo 27

L’Assemblea si dispone a riconoscere qualsiasi altro ministero che si rivelasse ulteriormente.

 

 

 

Servizi della Chiesa 

 

Articolo 28

Le fondamentali attività ecclesiastiche sono:

  • Il culto di adorazione domenicale;
  • Lo studio biblico;
  •  La scuola domenicale;
  • La riunione delle donne;        

La Chiesa può intraprendere tutte le altre attività sussidiarie ritenute opportune per il bene e il progresso della comunità.

 

Articolo 29

Gli atti liturgici della comunità sono:

  • La Presentazione dei fanciulli;
  • Il Battesimo;
  • La  Cena del Signore
  •  Il Matrimonio;
  •  La Sepoltura

 

 

 

Finanze della Chiesa

 

Articolo 30

La Chiesa ricava i mezzi finanziari indispensabili al mantenimento del culto e di tutte le sue attività dalle collette e dalle contribuzioni regolari mensili e dalle varie offerte versate a questo scopo. Nessun donatore può reclamare a nessun titolo la restituzione dei doni fatti alla Chiesa di qualunque natura essi siano.

I fondi raccolti vengono amministrati dal Consiglio di Chiesa che ne rende conto all’Assemblea annuale.

 

 

 

Disciplina ecclesiastica

 

Articolo 31

Quando un membro di Chiesa viene meno agli impegni sottoscritti, il Collegio degli Anziani può prendere a suo carico il provvedimento disciplinare che stimerà opportuno e che può andare dal richiamo alla cancellazione dal registro di Chiesa della sua iscrizione [invertire]. Questo ultimo provvedimento deve tuttavia ratificato, per entrare in vigore, dall’Assemblea.

Quando un membro di Chiesa espulso o dimissionario desidera essere riammesso nella piena comunione con la comunità deve presentare domanda al Consiglio di Chiesa il quale presenterà, dopo il parere del collegio degli Anziani, la richiesta all’Assemblea. La domanda sarà dichiarata accolta se otterrà i due terzi dei voti favorevoli dei presenti aventi diritto al voto.

 

 

 

Disposizioni finali

Articolo 32

Qualunque proposta di modifica o di aggiunta al presente Statuto deve essere presentata al Consiglio di Chiesa che la esamina e la presenta all’Assemblea per la definitiva accettazione. Questa deve ottenere almeno due terzi dei voti favorevoli dei presenti aventi diritto al voto. In casi eccezionali, qualora lo ritenga necessario l’Assemblea può deliberare disposizioni transitorie non contenute nello Statuto ma non in contrasto con esso. Queste disposizioni verranno scritte nei verbali dell’Assemblea e rimarranno in vigore finché sussistono le cause che le hanno determinate a meno che l’Assemblea non ritenga opportuno di abrogarle prima.

 

Articolo 33.

Ogni membro di Chiesa è tenuto a sottoscrivere per accettazione il presente Statuto.

 


 

Confessione di Fede

In quanto ho creduto in Gesù Cristo quale Salvatore del mondo e in quanto desidero vivere la gioia e la responsabilità di questa fede all’interno di questa comunità chiedo di partecipare al voto attivo e passivo.

 

Patto di Associazione

Avendo ricevuto per SOLA GRAZIA, attraverso la FEDE, la LIBERTA’ di vivere come figlia/o di Dio, Mi impegno dinanzi a Lui e insieme a questa comunità ad adempiere questo patto che ho sottoscritto, come testimonianza della mia fede in Gesù Cristo e della unità con i miei fratelli e le mie sorelle nell’unico corpo che è Gesù Cristo.

 

Mi impegno con l’aiuto dello Spirito Santo:

 

  •  A camminare insieme ai miei fratelli e alla mie sorelle nell’amore cristiano;
  • Ad adoperarmi per la crescita di questa comunità nella santità, nella conoscenza e nella partecipazione;
  • Ad attendere alle attività comunitarie, in principal modo al culto e allo studio biblico;

 

Mi impegno inoltre:

 

  •  A coltivare la meditazione familiare e personale della Bibbia;
  •  Ad educare in modo cristiano i miei figli e le mie figlie;
  •  Ad annunciare l’evangelo, ricordandomi in special modo dei miei parenti e conoscenti

     

 

Mi impegno infine:

 

  • Ad evitare pettegolezzi, maldicenze e ira eccessiva;
  • A coltivare la solidarietà tra i popoli, le etnie, le religioni e i sessi affinché possa cadere ogni forma di discriminazione;
  • A dedicare le mie energie insieme alla comunità per la giustizia sociale, per la pace, per la denuncia profetica di ogni specie di sopruso, per l’uguaglianza e la libertà tra gli esseri umani, predicando l’evangelo dell’amore di Dio e la venuta del suo Regno di pace;
  • Di agire saggiamente nella società rispettando l’ambiente, praticando la giustizia e la riconciliazione con il prossim

 

 

 

 

 

 

 

 

 

( 21 Giugno 2012 )