«Il mio - ha detto Madafferi – non sarà un atto di vigliaccheria nei confronti di questi uomini disperati perché io per primo da mesi cerco aiuto e nessuno tranne il vescovo Milito e il prefetto Piscitelli mi ha voluto prestare attenzione.

 

Ho gridato per mesi, ho bussato a tutte le porte ma nessuno mi ha aperto.

 

Oggi l’Asp mi mette con le spalle al muro ed io non posso fare altrimenti anche a garanzia dei migranti che si sono stanziati».

 

La decisione di Madafferi indubbiamente provocherà polemiche a non finire e costringerà lo Stato ad intervenire. Ma occorre procedere con la speranza che qualcuno decida di intervenire. Ovviamente non potrà essere il solo vigile urbano di San Ferdinando a far rispettare l’ordinanza di sgombero, dovranno farlo polizia e carabinieri e forse anche l’esercito. Perché per gestire mille uomini disperati certamente occorrerà l’esercito ed in forze. E la sola ipotesi che ciò possa davvero avvenire farebbe nascere i brividi alle istituzioni democratiche italiane che diventerebbero lo zimbello e la vergogna del mondo. Vedremo cosa accadrà e chi si assumerà la responsabilità di quello che potrebbe accadere.

 

Ma intanto occorre fare subito qualcosa. Madafferi aveva anche annunciato le sue dimissioni dopo l’emissione dell’ordinanza di sgombero, ma è stato bloccato dai suoi colleghi sindaci della Piana.

« Se c’è da dimettersi lo faremo tutti insieme» gli hanno detto nel corso dell’assemblea dell’altro ieri a Melicuccà. « E lo faremo simbolicamente davanti alla tendopoli e alla baraccopoli della vergogna. Per dimostrare che qui lo Stato democratico ha fallito».