Incontro fra Papa Francesco e il pastore G. Traettino: considerazioni.

 

PERSECUZIONI DEI PENTECOSTALI IN ITALIA

Anno 1935. I pentecostali - all’epoca una esigua minoranza religiosa - a partire dal 1935 si trovarono da un giorno all’altro braccati, senza via di uscita, costretti a nascondersi. Le chiese pentecostali furono chiuse e a volte erano gli stessi parroci a denunciare all’Ovra la presenza sul territorio delle comunità. Per i fedeli iniziarono pesanti vessazioni, violenze, soprusi che il regime giustificava a motivo di «preservare la razza italica».

IL PROVVEDIMENTO

A metterli al bando fu una circolare ministeriale firmata dall'allora sottosegretario al ministero dell'Interno, Guido Buffarini Guidi. Un testo (abrogato solo alla fine degli anni Cinquanta) che nei contenuti anticipò le famigerate leggi antiebraiche del 1938.

Si trattò di un atto di intolleranza religiosa senza precedenti. «Esistono in alcune province del Regno semplici associazioni sotto la denominazione di pentecostali o neumatici o tremolanti. Il culto professato da dette associazioni non riconosciute (…) non può essere ammesso nel Regno (…) essendo risultato che esso si estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all'ordine sociale e nocive all'integrità fisica e psichica della razza».

L'Italia fascista era in pieno consenso e il regime guardava con grande diffidenza alle diversità, di qualunque genere fossero: politiche in primo luogo, e ovviamente anche confessionali.

Fu il sottosegretario Buffarini Guidi, avvocato, ex squadrista fucilato nel luglio del 1945, a studiare l’impianto normativo, diramando il provvedimento a tutti i prefetti.

Quattro anni dopo proprio quel foglio fu all'origine della deportazione nei campi di concentramento di tanti evangelici e pastori pentecostali.

 

Il pastore Traettino ha raccontato a Bergoglio che molte chiese furono chiuse, danneggiate o distrutte; i pastori mandati al confino o imprigionati assieme a tanti semplici credenti che venivano sorpresi elle proprie abitazioni a pregare. Atti sediziosi.

 

Secondo alcuni storici i pentecostali morti nei campi, assieme ai malati psichici, furono tra i 200 mila e i 250 mila. Uno dei pastori più importanti della comunità, Roberto Bracco, venne arrestato per ben 17 volte. A raccontarlo è stato lo stesso Bracco (fondatore nel 1954 delle Assemblee di Dio in Italia) in diversi scritti pubblicati nel dopoguerra sulla rivista “Risveglio Pentecostale”.

 

IL DOPOGUERRA

Una volta finita la guerra solo l'intervento di autorevoli giuristi ha permesso l'abrogazione della famigerata circolare Buffarini Guidi.

Nell'ambiente evangelico il nome del gerarca fascista viene ricordato ancora con grande amarezza, soprattutto perché il capitolo delle persecuzioni col passare del tempo è finito nell’oblio. A parlare a Bergoglio di questa ferita ancora aperta è stato alcuni mesi fa, durante una udienza in Vaticano, proprio Traettino con il quale è stata concordata la visita ecumenica di lunedì.

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