Petizioni contro la violenza sulle donne.

verranno consegnate alla Presidente della

Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini.

 
 

 

Giovedì 30 Marzo Dora Bognandi, presidente della FDEI, consegnerà alla Presidente della Camera onorevole Laura Boldrini le firme delle due petizioni contro la violenza sulle donne.

In totale 5158 raccolte in tutta Italia ( 3269 di donne e 1889 di uomini).

 

La Bognandi considera positivo il risultato conseguito. Tuttavia considerata la consistenza della popolazione ecclesiastica costituita da membri e simpatizzanti appartenenti a varie chiese evangeliche ( valdesi, metodiste, battiste, avventiste, luterane, esercito della salvezza) il numero di firme raccolte appaiono inferiori al 10% di questa popolazione: non proprio – a parere dello scrivente – un risultato eclatante per delle comunità confessanti.

 

In vista di tale evento la redazione di Riforma ha intervistato Laura Boldrini e Dora Bognandi.

 

L'onorevole Boldrini ha ricordato le buone leggi – concernenti i problemi delle donne – che le due camere hanno fino ad ora varato e quelle che sono ancora in discussione. Ha poi dichiarato che le buone leggi però non bastano, se poi i centri antiviolenza stentano a funzionare e se – con un difficile lavoro culturale – non vengono sdradicati i pregiudizi millenari. Ha lamentato l’inerzia e la sordità dei gestori dei social-media che non creano procedure idonee a sottrarre tante donne ai riti barbarici di maschi aggressivi e volgari che si avvalgono del web. Ha infine dichiarato l’indispensabilità di un salto di qualità. «Perché la causa del problema sono gli uomini. Sono loro che ritengono “naturale” picchiare una donna che ha scelto di chiudere un rapporto, sono loro che, solitamente, comprano una bottiglia di acido. É soprattutto ai violenti che bisogna rivolgersi, prendendo sul serio, e sin dall’inizio, le denunce delle donne e avviare un’azione di prevenzione che abbia negli uomini il target specifico, come giustamente chiede l’appello della Fdei. Lavorando anche su quelli che violenti non sono, e che devono imparare a prendere le distanze dai picchiatori. Per questo, sia nelle iniziative fatte alla Camera sia nelle campagne mediatiche, ho voluto che i testimonial antiviolenza fossero soprattutto degli uomini».

 

 

La Bognandi ha dichiarato che le due petizioni – frutto di un’azione comune lanciata e portata avanti da donne e uomini appartenenti a chiese evangeliche di diverse denominazioni che hanno promosso l’iniziativa al loro interno ma anche all’esterno – esprimono l’impegno per cambiare la mentalità propria e quella degli altri su un problema sociale come la violenza di genere. «Consegnando queste firme a una delle più alte cariche della nostra Repubblica, dichiariamo di non voler chiudere gli occhi di fronte ai bisogni della società di cui siamo parte integrante. Ci fa molto piacere che la presidente della Camera prenda in considerazione l’azione svolta da persone appartenenti a una delle minoranze del nostro paese».

 

Dora Bognandi, presidente della FDEI ( Federazione Donne Evangeliche Italiane )
Dora Bognandi, presidente della FDEI ( Federazione Donne Evangeliche Italiane )

La FDEI proseguirà in questo cammino muovendosi su tre livelli: prevenzione, protezione, promozione.

 

prevenzione attraverso un’azione culturale e spirituale, che parte dal ricordare a noi e agli altri che la violenza contro le donne riguarda i diritti umani.

Protezione, proteggere gli altri e le altre significa combattere la nostra indifferenza riuscendo a metterci nei panni di chi soffre. promozione: le donne, una volta presa coscienza della propria dignità e delle cose che sanno fare, devono imparare anche a comunicarle in maniera più efficace.

 

La FDEI a settembre organizzerà un corso di formazione su “donne e comunicazione”.

 

 

Fonte Riforma del 28 Marzo 2017

 

2017-03-29

 

 

TESTO DELLE DUE PETIZIONI

 

CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

 

Noi DONNE (di fede evangelica o che condividiamo questa iniziativa)

 

Ci impegniamo a:

 

- Non subire passivamente atti di violenza fisica, psicologica, sociale e religiosa che colpiscano noi stesse e le altre donne.

 

- Operare perché cresca in noi stesse e nelle altre donne la piena consapevolezza della nostra dignità.

 

- Vivere, diffondere e sviluppare una cultura basata sulla parità di genere che si ispiri a legalità, diritto e solidarietà.

 

Chiediamo al Dipartimento delle Pari Opportunità del Governo italiano:

 

- Di adoperarsi affinché siano superati tutti gli ostacoli di ordine burocratico per far arrivare ai centri antiviolenza già esistenti i fondi a essi destinati.

 

- Di favorire la fondazione di centri antiviolenza in ogni Regione d’Italia per proteggere un numero sempre maggiore di donne e minori a rischio, offrendo loro una migliore qualità di vita.

 

- Di avviare servizi e interventi sul territorio, mirati alla prevenzione, che abbiano come target specifico gli uomini.

 

Di facilitare, tramite opportune disposizioni, il reinserimento socio-lavorativo delle vittime.

 

 

 

Questa petizione sarà consegnata al Dipartimento delle Pari Opportunità del Governo italiano

 

 

 

CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

 

Noi UOMINI (di fede evangelica o che condividiamo questa iniziativa)

 

Ci impegniamo a:

 

- Non esercitare e non tollerare alcun atto di violenza fisica, psicologica, sociale e religiosa contro le donne.

 

- Operare affinché sia rispettata la dignità femminile in ogni ambito di nostra competenza e conoscenza.

 

- Vivere, diffondere e sviluppare una cultura basata sulla parità di genere che si ispiri a legalità, diritto e solidarietà.

 

Chiediamo al Dipartimento delle Pari Opportunità del Governo italiano:

 

- Di adoperarsi affinché siano superati tutti gli ostacoli di ordine burocratico per far arrivare ai centri antiviolenza già esistenti i fondi a essi destinati.

 

- Di favorire la fondazione di centri antiviolenza in ogni Regione d’Italia per proteggere un numero sempre maggiore di donne e minori a rischio, offrendo loro una migliore qualità di vita.

 

- Di avviare servizi e interventi sul territorio, mirati alla prevenzione, che abbiano come target specifico gli uomini.

 

- Di facilitare, tramite opportune disposizioni, il reinserimento socio-lavorativo delle vittime.

 

Questa petizione sarà consegnata a Dipartimento delle Pari Opportunità del Governo italiano

 

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