Niscemi - Scicli:  “Carovana per la dignità del lavoro”

 

1° tappa "Carovana per la dignità del lavoro": Scicli
1° tappa "Carovana per la dignità del lavoro": Scicli

 

È partita da Niscemi ( CL) – la mattina di sabato 14 febbraio – la “Carovana per la dignità del lavoro”. Dopo il culto presso la chiesa avventista, una delegazione di tale comunità, associazioni del Movimento NO MUOS, Antonella Visintin e Maria Elena Lacquaniti ( coordinatrici della “Carovana” ), membri della chiesa valdese di Riesi, vari hanno fatto una visita esterna alla stazione di terra del MUOS ( Mobile User Objective System ).

Sciclli: Da sx D'Amato, Pezzino, Carpino, Visintin, Sciotto, Lacquaniti ( in piedi )
Sciclli: Da sx D'Amato, Pezzino, Carpino, Visintin, Sciotto, Lacquaniti ( in piedi )

A Scicli – nel tardo pomeriggio - presso la “Casa delle Culture” si è tenuta una tavola rotonda moderata dal past. Francesco Sciotto. Relatori – oltre alle coordinatrici della Carovana –  Lino Carpino ( gruppo No TRIV di Ragusa ), Giuseppe Pizzino ( imprenditore siciliano, ideatore del “Progetto Sicilia” ), Paolo D’amato ( tesoriere regionale di “progetto Sicilia”).


Nel pubblico – purtroppo scarse le presenze - membri  della chiesa Metodista, della società civile, della chiesa battista di Catania e lo scrivente.


Introducendo i lavori il pastore Sciotto ha rilevato come la Sicilia – con i suoi tre poli petrochimici di Gela,  Priolo,  Milazzo – sia una regione martoriata dal punto di vista ambientale. I petrolchimici in Sicilia - industria inquinante – sono frutto di una politica miope degli anni ‘60 quando non si ebbe chiaroveggenza sui costi di un certo tipo di industrializzazione  che non ha creato quei tanti posti di lavoro a suo tempo promessi.

Scicli: da sx D'Amato, Carpino, Visintin, Sciotto, Lacquaniti.
Scicli: da sx D'Amato, Carpino, Visintin, Sciotto, Lacquaniti.

Giuseppe Pezzino – nel suo intervento - ha approfondito  gli argomenti esposti dal pastore Sciotto: nelle stesse aree occupate dai petrolchimici si sarebbero potute sviluppare industrie agro- alimentari che  sfruttando i prodotti agricoli locali avrebbero potuto dare lavoro a migliaia  di lavoratori senza alcun danno ambientale.


Il cuore della relazione di Giuseppe Pizzino è stato tuttavia l’illustrazione sommaria del “progetto Sicilia”. Un progetto politico di iniziativa popolare - già presentato all’Assemblea della Regione Sicilia - che potrebbe – così ha affermato il relatore -  dare lavoro alla gran massa – 400.000 -  disoccupati dell’isola.

Antonella Visintin: una delle coordinatrici della "Carovana per la dignità del lavoro"
Antonella Visintin: una delle coordinatrici della "Carovana per la dignità del lavoro"

È toccato a Paolo D’amato illustrare più dettagliatamente il “progetto Sicilia”.

Uno dei pilastri  di questo progetto è quello di rilanciare le attività economiche dell’isola attingendo dall’ingente quantità di denaro – circa 100 mld di euro – depositati dai risparmiatori siciliani.

Per spostare tali risorse verso investimenti produttivi il governo della Regione Sicilia dovrebbe – secondo tale “progetto” - emettere dei bond con tasso di rendimento annuo capace di rivalutare il capitale investito al 100% in soli 5 anni.

Emettendo ogni anno 6 mld di bond, nell’arco di 5 anni, il governo della Regione Sicilia - potrebbe - disporre di risorse finanziarie pari a 30 mld di euro. Aggiungendo a tale capitale gli  aiuti comunitari - dell’ordine di 12 mld di euro - si avrebbero risorse finanziarie superiori all’attuale debito della Regione Sicilia ( circa 40 mld di euro ).

Con tali risorse i posti di lavoro si creerebbero costruendo e ammodernando le infrastrutture ( ecompletare 4 dighe, strade, autostrade, ferrovie, difesa del territorio ) , finanziando varie altre filiere economiche ( a quella agricola ) e, ammodernando i servizi.


L’altro pilastro del “progetto Sicilia” è costituito dall’istituzione di una moneta complementare locale chiamata “grano”. Una moneta che potrebbe servire per scambi economici legati ai servizi essenziali.

 

Giuseppe Pezzino
Giuseppe Pezzino

L’architetto Lino Carpino ha esposto le problematiche attualmente presenti essenzialmente nel territorio Nisseno e Ragusano per la implementazione – progetto “offshore ibleo” - delle trivellazioni nel Canale di Sicilia tese alla ricerca di idrocarburi.

Il decreto sblocca Italia – recentemente approvato dal Parlamento nazionale - dà mano libera ai petrolieri e rende  di scarso peso gli argomenti contro inerenti agli impatti negativi che si avrebbero nel settore della pesca, della conservazione del bene ambientale, della sicurezza del territorio.

Carpino ha voluto chiarire che il movimento NO TRIP intende anche educare ed informare la popolazione sulle alternative possibili all’economia del petrolio: risorse rinnovabili, turismo, valorizzazione del territorio.

Ha parlato di “pareggio energetico” affermando che si può facilmente raggiungere utilizzando lo smaltimento dei rifiuti e  il sistema della  cogenerazione.

Auspicando uno coordinamento fra i vari settori produttivi ha dichiarato che è necessario cominciare a vedere quanta energia può essere prodotta nel rispetto dell’ambiente e quanto ciò possa essere di volano per l’economia della Sicilia. È il caso dell’agricoltura per la quale oltre a prodotti per l’alimentazione si può pensare a prodotti funzionali alla produzione di biocombustibili.

Paolo D'Amato
Paolo D'Amato

Antonella Visintin ha presentato la Carovana ed ha fatto una veloce carrellata sui problemi dell’economia Italiana e di quella Europea. Ci sono stati errori nel passato e ci sono di fatto due Europee: una ricca al nord e una – al sud – lasciata a se stessa.

«il miracolo che avrebbe dovuto fare il Trattato di Maastricht del 1992 non c’è stato, la credibilità della compattezza europea si è via via sgretolata, l’euro è a rischio come moneta unica e l’Italia si trova con un tasso di deindustrializzazione molto elevato. Il grado di utilizzo degli impianti industriali italiani è al 70%: quindi è in una situazione nella quale paradossalmente si ha più capacità produttiva rispetto a ciò che si produce. È evidente che il modello di sviluppo deve essere ripensato.”

Pertanto – riallacciandosi alle precedenti relazioni - una delle priorità è quella di avere un modello si sviluppo nuovo che sia rispettoso dell’ambiente e del territorio.

Un’altra priorità è quella di ripensare al meccanismo della delega: ogni cittadino deve pensare alla società con lo stesso interesse con il quale pensa al proprio bilancio familiare.

Un’altra priorità è quella del precariato che va abolito: non c’è futuro buono senza un lavoro buono. non c’è futuro con il precariato". 

Il precariato è una tragedia perché pone le persone in uno stato di disadattamento restringendo il loro orizzonte alla sola sopravvivenza. Attualmente buona parte del disagio dei precari è attenuato dall'aiuto fornito dai genitori o nonni in pensione. Ma …

Lino Carpino
Lino Carpino

L’ultimo intervento è stato quello di Maria Elena Lacquaniti la quale ha letto un racconto delle problematiche al femminile del lavoro agricolo.

 

Lo scrivente è grato alla Carovana per avere – assistendo all’incontro di Scicli - potuto prendere migliore conoscenza delle problematiche dell’isola e di progetti che andrebbero sicuramente approfonditi allo scopo di accertarne la reale bontà.

 

Silvestro Consoli ( pres. ABCS ).

Maria Elena Lacquaniti
Maria Elena Lacquaniti



( 2015-02-24 )