"Immigrazione e accoglienza: sfide e possibili percorsi"

Catania 30 Gennaio 2015

Conferenza - dibattito a cura di Comunità Evangelica Luterana Sicilia

 

Da sx: Franca Di Lecce, Gisela Salomon, Marta Bernardini, Andreas Latz
Da sx: Franca Di Lecce, Gisela Salomon, Marta Bernardini, Andreas Latz

 

Il tema dell'incontro - aperto a tutta la cittadinanza – è stato " Immigrazione e accoglienza: sfide e possibili percorsi".


In agenda, oltre ai saluti di Andreas Latz – pastore delle comunità luterane di Sicilia – e all'introduzione di Gisela Salomon –


la relazione di Franca di Lecce su

"i nuovi volti dell'immigrazione nel contesto italiano: vita e speranze per il futuro"


e la relazione di Marta Bernardini su

"Mediterranean Hope: l'osservatorio a Lampedusa e la casa della cultura a Scicli".

 

Da sx: Frnca Di Lecce. Gisela Salomon, Marta Bernardini.
Da sx: Frnca Di Lecce. Gisela Salomon, Marta Bernardini.

 

Secondo Franca di Lecce, «Soprattutto nel vicino oriente e in Africa milioni di persone si trovano oggi nello status di profughi a causa della guerra e delle crisi economiche. L'Europa ( occidentale ) - luogo dove queste persone potrebbero e vorrebbero ricostruirsi una vita dignitosa – è diventata una specie di fortezza dove è legalmente impossibile arrivare: si deve prendere la "barca".

Le politiche comunitarie sui fenomeni di immigrazione si sono dimostrate fallimentari e necessitano di una fortissima revisione.

Il nostro compito – come cittadini impegnati – è necessariamente quello di decostruire la complessa storia che narra il fenomeno delle migrazioni, di costruire una storia nuova nella quale il migrante non sia più visto come un numero, un disperato, un potenziale terrorista, un potenziale concorrente nella ricerca del posto di lavoro o dei servizi sociali, un potenziale criminale. »

 «gli attuali fenomeni migratori sono abbastanza complessi e i media creano in genere più disinformazione che conoscenza. Le immagini catturano l'attenzione ma non spiegano molto. Non spiegano che in Italia la presenza di immigrati ( circa 5 milioni ) è ormai un dato strutturale della nostra società. Non spiegano che, mentre si creano barriere per impedire l'ingresso di migranti e rifugiati, nello stesso tempo i paesi europei più industrializzati vendono armi ai paesi africani e del medio oriente creando le premesse per il sorgere e il persistere delle guerre e quindi di nuova migrazione »


Franca di Lecce: dal 2003 direttrice del Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI
Franca di Lecce: dal 2003 direttrice del Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI

 

La relazione di Franca di Lecce – più in particolare - si è poi soffermata su vari altri concetti chiave:


l'emergenza ( l'approccio legislativo verso l'immigrazione è sempre improntato a provvedimenti contraddistinti dall'emergenza e spesso dall'ambiguità e non tiene conto che da almeno quindici anni abbiamo migranti e rifugiati che vivono e lavorano nel nostro paese, che pagano le tasse, che contribuiscono al Pil nazionale, ecc. );


il binomio criminalità – immigrazione ( nel senso che la criminalità italiana fa affari sulla pelle degli immigrati, come ha dimostrato la recente inchiesta "mafia capitale" );


la disperazione ( la disperazione può essere paralizzante ma chi si mette in viaggio mostra che l'estrema necessità e l'istanza di vita, riscatto, uguaglianza, giustizia può spingere all'azione e al rischio di affrontare viaggi perigliosi e stress nell'inserirsi in luoghi molto diversi da quelli natii).

Concludendo Franca di Lecce ha posto ai presenti una serie di interrogativi:

«La domanda che ci dobbiamo porre oggi é :

cosa vogliamo fare noi come chiese con gli immigrati ?

come vogliamo incontrare queste persone ?

Creare ancora fuggitivi o dare uno spazio di incontro, di riflessione insieme, di costruire insieme un'altra narrazione ?

Oggi la possibilità che abbiamo è grande perché i migranti e i rifugiati ci pongono una sfida grossa: ci parlano di un passato comune drammatico che è quello del colonialismo, di un presente altrettanto drammatico e di un futuro che se lo vogliamo costruire insieme per bene abbiamo la possibilità di farlo.»

Marta Bernardini: operatrice del progetto "Mediterranean Hope ".
Marta Bernardini: operatrice del progetto "Mediterranean Hope ".

 

Mentre Franca di Lecce ha sviluppato in maniera esaustiva ( in base al tempo assegnatole ) l'argomento immigrazione nei suoi risvolti tecnici, teorici e culturali ( lanciando infine alle chiese e ai credenti il compito di mettere in pratica i dati ricevuti ) viceversa Marta Bernardini ha esposto un progetto già operativo a favore dei migranti:  Mediterranean Hope.


 

Marta Bernardini ha svolto la sua relazione avvalendosi della proiezione di numerose diapositive.

 Marta ha fatto ripercorrere nella nostra memoria le tappe che hanno fatto balzare Lampedusa -  piccola isola di 20 kmq tra Africa e Sicilia - a luogo simbolico della frontiera fra il nord e il sud del mondo. Lampedusa: finestra privilegiata sul Mediterraneo, il mare dei "viaggi della fortune" e dei "viaggi della morte". Lampedusa dove il 3 ottobre 2013 si ebbe quella tragedia del mare ( 366 morti e circa 20 dispersi ) che fece prendere coscienza a livello internazionale di questo enorme e inarrestabile fenomeno di migrazione. Lampedusa dove non si hanno sbarchi ma "approdi" ( esclusione, discriminazione, razzismo sono funzione anche del linguaggio e del simbolico !).

 

 

Nel 2014 più di 200 mila persone - ci hanno ricordato le relatrici - hanno attraversato il Mediterraneo e si stima che più di 3400 persone abbiano perso la vita.

Con la fine dell'operazione "mare nostrum" che ha permesso di salvare circa 150 mila persone, Lampedusa è tornata ad essere il principale luogo di approdo dei migranti.

L'operazione "Triton" infatti ha compiti più limitati rispetto alla precedente operazione di salvataggio.


Le slide di Marta hanno poi permesso di dare un breve sguardo alla "casa delle culture" di Scicli: luogo di accoglienza per soggetti vulnerabili ( minori e famiglie ) capace di accogliere fino a circa 30 persone.


 

Il dibattito finale è stato momento di confronto ed ha permesso di realizzare alcuni approfondimenti:

"la grande fuga" ( la sparizione di circa 100 mila migranti rifugiati come titolava un noto settimanale ) indotta da una legislazione europea ( trattato Dublino ) che blocca un migrante nel paese dove è stato accolto la prima volta e che quindi non gli permette facile ricongiungimento familiare o ricerca di lavoro in altri paesi europei;

l'attuale mancanza di una politica di ingressi per lavoro; l'attuale carenza di politiche di reinsediamento; ecc.


Un grazie alle relatrici e alla chiesa luterana di Sicilia per questa splendida occasione di aggiornamento, confronto e per averci infine ricordato ( con l'ultima slide di Marta ) che anche per il problema dell'immigrazione è valido - a mò di sprone - il concetto espresso da M. L. King:

 

La vigliaccheria chiede: è sicuro ?

L'opportunità chiede: è conveniente ?

la vanagloria chiede: è popolare ?

prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura né conveniente né popolare ma bisogna prenderla perché è giusta

( M.L. King )


 

 

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