Una nuova etica per la natura

 

 

«L'umanità, che tratta il mondo come un mondo da buttare via, finirà per trattare se stessa come un'umanità da buttare via".

 

industrie inquinanti
industrie inquinanti

Con queste parole di Günther Anders il filosofo Umberto Galimberti conclude un suo brevissimo saggio ( * ) , redatto in risposta all'inquietudine espressa da un cittadino italiano per il continuo processo distruttivo della natura - perpetrato da noi umani - che inevitabilmente – prima o poi – renderà difficile la sopravvivenza degli attuali 7 ÷ 8 mld di persone del nostro pianeta.

 

Come è possibile che l'uomo si sia potuto rendere responsabile di tale crimine ?

Secondo U.G. all'inizio di questo processo sta la cultura giudeo – cristiana secondo la quale l'uomo: « fatto a immagine e somiglianza di Dio, domini sopra ai pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sulla sua superficie» ( Gen 1,26).

 

spazzatura nell'oceano Pacifico
spazzatura nell'oceano Pacifico

La cultura greca e il dono di Prometeo

Questo processo non sarebbe potuto accadere nell'ambito della cultura greca secondo la quale l'uomo fa parte del creato ma non ha in essa alcun primato. Viene citato Eraclito, Platone ed infine Eschilo: lo stesso Prometeo quando donò all'uomo la tecnica affermò che questa è più debole delle forze della natura.

 

Francesco Bacone: la tecnica come redenzione.

Quindi la tecnica nacque in occidente e poi si sviluppò in ambito cristiano. Qui la tecnica come sostenne Francesco Bacone divenne anche strumento di redenzione: «in seguito al peccato originale, l'uomo decadde dal suo stato di innocenza e dal suo dominio sulle cose create. Ma entrambe queste cose di possono recuperare, almeno in parte in questa vita. La prima mediante la religione e la fede, la seconda mediante le tecniche e le scienze».

Renato Cartesio: la potenza del calcolo matematico.

Con Cartesio l'uomo – mediante lo strumento matematico – può aspirare al primato sulla creazioen poiché il calcolo permette di dominare le tecniche e le scienze.

 

Il fine è l'uomo o la creazione tutta ? per una nuova etica.

Con Immanuel Kant l'uomo diventa il fine e non il mezzo.

Si pone la domanda retorica se oggi sia necessaria una nuova etica che ponga come fine non l'uomo ma la natura. Come sosteneva Martin Heidegger «siamo passati dall'uso della Terra alla sua usura»

( * ) Da "D supplemento di La Repubblica" del 02 Agosto 2014

 

( 2014-08-06 )