Nell'era Bergoglio cosa cambierà nella festa di S. Agata ?

 

Il fercolo all'inizio della salita di via Sangiuliano
Il fercolo all'inizio della salita di via Sangiuliano

Recentemente papa Francesco ha dichiarato pubblicamente che i mafiosi vanno scomunicati.

Cosa succederà dal 2015 a Catania dove la festa della patrona – S. Agata – è l'unica festa che abbia subito un processo per Mafia ?  ( 1 )

Questa festa è un evento che si svolge da qualche migliaio di anni, dura tre giorni ( 3, 4 e 5 febbraio ) ( 2 ) e raduna folle che secondo stime prudenziali sono  attorno alle  sei- settecentomila persone ( stime della polizia danno anche un milione e mezzo di persone ). Dopo quella di Siviglia e Lima è la terza più imponente festa religiosa al mondo.

la lunga processione
la lunga processione

Ci aspettiamo che – in prima approssimazione - a partire dal 2015 tale festa si svolga nel perimetro di un Regolamento  che stabilisca tempi, modi e responsabilità delle celebrazioni. Si sa, infatti, che ogni anno i tempi della festa si allungano, riuscendo ad occupare anche mezza giornata del 6 febbraio, in ossequio probabile agli interessi dei venditori abusivi, ai quali conviene il dilatarsi dei tempi, ed in risposta anche alle scommesse sui tempi della festa.

le maxi candele dei "disperati" che chiedono o ringraziano per la grazia: la cera imbratta il selciato. Per vari giorni le strade sono impercorribili
le maxi candele dei "disperati" che chiedono o ringraziano per la grazia: la cera imbratta il selciato. Per vari giorni le strade sono impercorribili

Ci aspettiamo – in seconda approssimazione – che si vada alle radici di questa festa che a detta dei devoti più onesti è piena di contraddizioni ma che a parere  di esponenti del clero è una festa che non si può definire cristiana.

In una intervista al quotidiano La  Repubblica ( 09 Lug 2014 ) don Resca ha dichiarato che durante i giorni della festa : «Lascio la città, e non perché la festa popolare non sia bella, a chi piace il genere. Ma perché non è cristiana, è un falso, una patacca come tutte le altre feste religiose del mondo che sono dappertutto le stesse: in India, in Guatemala, in Tibet e a Catania. Insomma voglio dire che non basterebbe rendere tutto legale, ci vorrebbe una chiesa coraggiosa che distinguesse la religiosità dalla fede e dunque cacciasse da lì non solo i devoti mafiosi, ma i preti che sulla vara e sul fercolo raccolgono soldi e candele, mescolano le messe con le scommesse: sull’ora di rientro della santa, su quale candelora arriverà per prima al Borgo, se quella dei macellai o quella dei fruttivendoli…».

Ma il vescovo metropolita di Catania Salvatore Gristina e tutti i parroci e tutti i politici della città – perché la festa si interfaccia con la società – avranno il coraggio di opporsi a tutte le contraddizioni prima espresse ?

Criticare la festa vuol dire – secondo un sentire popolare - criticare la santa. Politici di ogni colore, amministratori, forze dell’ordine, la stessa chiesa hanno sempre avuto un atteggiamento prudente nei confronti delle contraddizioni della festa, per paura di mettersi contro il popolo di Catania sud, quello delle periferie degradate, presente massicciamente nella festa. I potenti della città hanno spesso usato la festa come passerella o veicolo di potere.

carne equina arrostita
carne equina arrostita

La sinistra più militante, d’altra parte, si è sempre limitata a subire la festa, a considerarla al più come un interessante caso antropologico. Tranne una volta, in verità, quando nell’89 l’assessore alla trasparenza Franco Cazzola,  uomo di sinistra, chiese all’allora arcivescovo Bommarito di rifiutare i soldi della mafia per la festa, per sentirsi rispondere che non c’era modo di sapere quali fossero i soldi della mafia. Strano tutti sapevano delle scommesse,  dei venditori ambulanti abusivi, dei fuochi non autorizzati di fronte alle case dei mafiosi, sapevano della capacità dei clan, che per quei giorni imponevano una specie di pax mafiosa, con uno stop agli omicidi e a gravi episodi criminali !

 

Tuttavia non è necessario riferirsi alle dichiarazioni di papa Francesco per prendere atto dell'urgenza di interventi decisivi: basta pensare alle indagini della magistratura dopo la morte del giovane Roberto Calì ( febbraio 2005 ) e all'inizio del processo ( anno 2009 ) per le infiltrazioni mafiose nel Circolo cittadino di S. Agata alla Collegiata, un Circolo che tradizionalmente controllava parti importanti della festa e decideva chi dovesse occupare le posizioni di prestigio all’interno di essa.

( 140710 ) Consoli Silvestro