Catania, nel giorno dei funerali dei 17 migranti

 

Le 17 bare allineate nel cortile Platamone - 28 Mag 2014
Le 17 bare allineate nel cortile Platamone - 28 Mag 2014

Due settimane fa ( 12 Maggio 2014 ) si è verificato il naufragio di un barcone in acque internazionali dello stretto di Sicilia. La fregata Grecale della Marina Militare, subito intervenuta, aveva salvato 206 migranti e recuperato 17 vittime. Ci sono stati quasi certamente dei dispersi: si stima da poche unità fino a 30 persone, infatti – secondo gli esperti – barconi di questo tipo portano dalle 200 alle 250 persone.

La nave Grecale ha poi sbarcato il suo carico di naufraghi e di vittime nel porto di Catania.

 

 

La fregata attracca nel porto di Catania con a bordo i naufraghi e i corpi delle 17 vittime
La fregata attracca nel porto di Catania con a bordo i naufraghi e i corpi delle 17 vittime

 

Mercoledì 28 Maggio, alle ore 10.30, nel cortile del Palazzo della Cultura di Catania – cortile Platamone - si sono svolte le esequie delle 17 vittime ( 12 donne adulte, 3 uomini adulti, 2 bambini ) quasi tutte ( tranne una ) non identificate.

 

Il talloncino indica che la vittima non è stata identificata
Il talloncino indica che la vittima non è stata identificata
fra le vittime una infante e una bambina di età non superiore a due anni
fra le vittime una infante e una bambina di età non superiore a due anni

 

Dopo la cerimonia funebre svolta – sobriamente - con rito multireligioso le bare sono state avviate al cimitero comunale dove saranno inumate su un'area già individuata.

 

La cerimonia è stata presieduta dal sindaco di Catania Enzo Bianco il quale ha fatto un breve ed incisivo discorso: « l’Europa, davanti a queste bare, deve scegliere. Possiamo dare riposo in questa sempre accogliente terra di Sicilia a questi poveri uccelli di passo spinti al nord dall’istinto di sopravvivenza. E noi lo faremo con questo saluto multireligioso, che per noi ha un grande valore. Lo faremo seppellendo con la massima dignità e civiltà  i corpi di queste bambine, donne e uomini – eritrei, siriani, nigeriani - alla ricerca di una speranza. Già in questi primi 5 mesi ben quarantamila migranti hanno attraversato il Mediterraneo e il nostro paese si è fatto carico di questo flusso. Ma l’Europa deve scegliere – e deve farlo oggi – se seppellire, con loro, anche la nostra coscienza di uomini civilizzati »

Il sindaco di Catania Enzo Bianco nel corso del suo discorso
Il sindaco di Catania Enzo Bianco nel corso del suo discorso

 

È seguito il "silenzio fuori ordinanza" intonato dalla tromba di un carabiniere.

un carabinere suona il "silenzio fuori ordinanza"
un carabinere suona il "silenzio fuori ordinanza"

 

Sono successivamente intervenuti – nella presunzione che le vittime ( quasi tutte non identificate ) fossero di religione islamica, cattolica romana, cattolica _copta – il vescovo metropolita di Catania mons. Salvatore Gristina, l'imam di Catania e presidente della comunità islamica in Sicilia Kheit Abdelhafid, esponenti della confessione cattolica copta dell'eritrea.

 

il breve intervento del vescovo metropolita della città di Catania mons Salvatore Gristina - 28 Mag 2014
il breve intervento del vescovo metropolita della città di Catania mons Salvatore Gristina - 28 Mag 2014
Il breve intervento dell'imam di Catania Kheit Abdelhafid
Il breve intervento dell'imam di Catania Kheit Abdelhafid
breve intervento di esponenti della chiesa cattolica copta eritrea in Italia
breve intervento di esponenti della chiesa cattolica copta eritrea in Italia

 

È stata data parola anche al direttore della Caritas di Catania Don Piero Galvano il quale ha usato espressioni molto dure: "Italia e Europa non vogliono risolvere il problema dell’immigrazione, così hanno trovato il metodo di fare soldi. L’operazione ‘Mare Nostrum‘ non risolve l’emergenza ma aiuta gli scafisti. Dobbiamo cambiare determinate leggi e l’Europa deve porsi seriamente questo problema”

 

È stata anche parola a  un rappresentante  della comunità di S. Egidio, a un funzionario comunale che ha letto il  messaggio del sottosegretario del Ministero degli Interni on. Domenico Manzione, al capo della Protezione civile della Regione Sicilia, a un immigrato del Malì Felix Asante scampato a uno dei tanti naufragi, a un giovane catanese  impegnato in attività di assistenza ai migranti.

 

Il maliano Felix Asante ha dichiarato: "sono triste perché anche io sono passato attraverso il mare e solo Dio ci ha salvati. Nella mia barca abbiamo avuto lo stesso problema, ho visto la morte con i miei occhi”.

 

Le bare erano state disposte nel cortile del palazzo della cultura rivolte alla Mecca - così ha dichiarato allo scrivente un funzionario comunale. E con tale orientamento ( la testa rivolta verso La Mecca ) saranno inumate nel cimitero comunale, così ha dichiarato allo scrivente l'imam di Catania Kheit Abdelhafid.

 

Un migrante maliano Felix Asante scampato a un precedente naufragio depone dei fiori su una della bare
Un migrante maliano Felix Asante scampato a un precedente naufragio depone dei fiori su una della bare

Presenti alle esequie anche il comandante Alessandro Casarsa dell’Arma dei Carabinieri, il comandante Roberto Manna della Guardia di Finanza, il questore Salvatore Longo e Michele Maltese della Capitaneria di Porto. Assenti, invece, i rappresentanti della Regione Sicilia.

 

Il pubblico era costituito da numerosi immigrati alcuni dei quali hanno pietosamente deposto dei fiori su ciascuna bara, da cittadini catanesi ( fra cui studenti delle scuole della città che a conclusione hanno deposto dei fiori sulle bare ), da due rappresentanti delle chiese battista e valdese di Catania ( lo scrivente e il past. emerito Salvatore Rapisarda ), da rappresentanti dei media ( giornalisti, reporter, fotografi, cineoperatori ).

 

I due rappresentanti delle ns chiese hanno espresso a uno dei collaboratori del Sindaco la "solidarietà e la comprensione delle chiese B&V di Catania: non è stata data loro – comunque - facoltà di Parola durante la cerimonia "multireligiosa".

 

Comunque sia, nel loro piccolo le nostre chiese battiste, metodiste, valdesi operano a favore degli immigrati e si battono affinché nel nostro paese non prevalgano pulsioni xenofobe e di intolleranza verso lo straniero.

Basta pensare a quanto – a livello diaconale - da molti anni fa  la FCEI con il suo dipartimento "Servizio Rifugiati e Migranti". Basta pensare anche a quanto fanno molte comunità locali nel campo dell'accoglienza, dell'acculturazione, dell'integrazione.

 

Attualmente – a cura della FCEI e con fondi 8x1000 della TV - è in fase di avvio il progetto "Mediterranean Hope " che dovrebbe permettere di accogliere a Scicli da 30 a 40 migranti, oltre a un osservatorio permanente a Lampedusa.

Il sindaco di Catania Enzo Bianco pone un fiore sulla bara di uno dei due bimbi periti nel naufragio.
Il sindaco di Catania Enzo Bianco pone un fiore sulla bara di uno dei due bimbi periti nel naufragio.

 

 

( 140529) Testo e foto del funerale: Silvestro Consoli