8 per mille:

 come le “nuove” religioni spendono i fondi dello Stato

di Ingrid Colanicchia

in “Adista” - Notizie – n. 14 del 12 aprile 2014

 

 

Abstract.

Lo scorso anno altre tre confessioni religiose hanno avuto accesso alla ripartizione dell’8x1000, si tratta dell’Unione cristiana evangelica battista d'Italia (Ucebi ), la Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale e la Chiesa apostolica in Italia ( la quale ha scelto di rinunciare alle quote non espresse).

Quest’anno se ne aggiungono altre due: l’Unione induista italiana (Sanatana Dharma Samgha) e l’Unione buddhista italiana (Ubi).

La Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale, l’Unione induista italiana (Sanatana Dharma Samgha) e l’Unione buddhista italiana (Ubi) hanno scelto di destinare i fondi ricevuti anche per finalità di culto.

 

 

New entry nella ripartizione dell’8x1000.

 Dal 2013 concorrono alla ripartizione dei fondi dell’8x1000 ( * ) anche l’Unione cristiana evangelica battista d'Italia (Ucebi ), la Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale e la Chiesa apostolica in Italia.


 

 Da quest’anno i contribuenti possono scegliere di destinare la propria quota anche all’Unione induista italiana (Sanatana Dharma Samgha) e all’Unione buddhista italiana (Ubi).

 La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni – i mormoni – pur avendo sottoscritto un’intesa nel 2007, ratificata con legge 127 del 2012, ha rifiutato di partecipare alla ripartizione dell’8 per mille.

 

 

 

 Come queste new entry hanno deciso di investire i fondi che riceveranno.

 Ucebi

Partecipa al nostro impegno” Parte in pompa magna, con un sito ad hoc (www.8x1000ucebi.it) e sotto lo slogan “Partecipa al nostro impegno”, la seconda campagna 8 per mille dei battisti italiani. «Partecipazione e impegno – ha spiegato il presidente dell’Ucebi, Raffaele Volpe (Nev, 12/3) – sono le parole chiave: l’impegno è quello delle Chiese battiste sul territorio italiano in favore di coloro che sono nel bisogno: carcerati, indigenti, emarginati, anziani, immigrati. La partecipazione è ciò che le Chiese battiste chiedono ai cittadini italiani con la firma 8 per mille a favore dell’Ucebi».

Dall'assistenza nelle carceri ai corsi di italiano per migranti, sono tante le iniziative già in campo che i battisti si impegnano a portare avanti con sempre maggiore impegno grazie ai fondi dell’8 per mille.

L’Ucebi ha infatti deciso di destinare i fondi esclusivamente ad interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali, in Italia e all'estero, e non per finalità di culto (mentre, come noto, Chiesa cattolica, ebrei e luterani li investono anche a questo scopo); ma, a differenza delle Assemblee di Dio, i battisti hanno deciso di partecipare anche alla ripartizione delle quote non espresse (così come valdesi e avventisti).

 

    Chiesa apostolica in Italia.

“Un aiuto in un gesto” Anche la Chiesa apostolica in Italia, la quale conta circa 20mila fedeli, ha deciso di destinare i fondi che recepirà solo ad interventi sociali, culturali ed umanitari – slogan della campagna è “Un aiuto in un gesto” – ed ha deciso altresì di rinunciare ai fondi derivanti dalle quote non espresse, che rimarranno allo Stato.

 

 

     Induisti.

L’Unione induista italiana ha scelto di destinare i fondi anche a finalità di culto. Quanto alla proporzione tra fondi da destinare alle esigenze del culto e fondi da assegnare a scopi di carattere sociale, non si è ancora stabilito niente di preciso perché per ambedue le confessioni « i due piani si intrecciano»: «Destinare fondi alla costruzione di un tempio significa, per esempio, mettere in moto tutta una serie di attività che vi si svolgono, perché il tempio è una realtà sociale molto viva, è il cuore della comunità: si da mangiare a chi non ne ha, si fanno attività con ragazzi e bambini...».

 

    Ortodossi.

Nel sito web della  Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia è scritto alla sezione 8 per mille: «La tua scelta non ti costa nulla, ma servirà ad aiutare altri tuoi fratelli ad avere punti di riferimento spirituale, come luoghi di culto, catechesi, incontro e unione delle comunità ortodosse di qualunque etnia, e un sostegno anche materiale per le persone sole e per le famiglie più bisognose».

 

    Buddhisti.

l’Unione buddhista italiana ha deciso di devolvere questi fondi esclusivamente a interventi a carattere assistenziale e umanitario.

 

 

( * ) oltre a Stato, Chiesa cattolica, Tavola valdese, Unione italiana delle Chiese avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle comunità ebraiche italiane, Chiesa evangelica luterana in Italia

 

 

( 140409)