“L'eutanasia dev'essere un'eccezione”

intervista a Theo Boer (*) a cura di Marie Lefebvre-Billiez

in “Réforme” del 20 febbraio 2014

 

 

In Olanda, la maggior parte delle eutanasie non sono attuate perché una persona vuole essere autonoma, ma perché soffre in modo insopportabile. 

Dal 2007, le domande sono aumentate del 15% ogni anno. Da quando ho iniziato nel 2005, sono più che raddoppiate. 

Eutanasia a domicilio in Olanda
Eutanasia a domicilio in Olanda

D.

Lei difende l'autonomia dell'uomo, e contemporaneamente, pensa che nessuno abbia diritto ad acconsentire a por fine alla propria esistenza. Perché?

 

R. John Stuart Mill, uno dei primi difensori dei diritti della donna, diceva che mettere fine ai propri giorni era equivalente al fatto di vendersi come schiavo. Suicidarsi è, infatti, abbandonare la propria autonomia. Di più, non abbiamo scelto noi il nostro sesso, né il colore della nostra pelle, né la nostra nazionalità, né l'identità dei nostri genitori, ecc. Le cose più importanti della nostra vita ci sono state donate. Ci si inganna pertanto nel credere che siamo noi gli autori della nostra vita.

 

D. Perché allora ha accettato di far parte del comitato di “rilettura” dei casi di eutanasia?

R. Alla base della legge olandese, l'eutanasia è un modo di prevenire delle sofferenze estreme. Visto così, posso accettare l'eutanasia come eccezione alla regola. Ma quando diventa una scelta autonoma per essere autore della propria vita, divento scettico. Comunque, in Olanda, la maggior parte delle eutanasie non sono attuate perché una persona vuole essere autonoma, ma perché soffre in modo insopportabile.

 

D.Quali sono queste sofferenze?

R. Nel 95% dei casi, le persone sono in fase terminale per un tumore o per una malattia degenerativa che conduce a una paralisi totale e della quale si muore per soffocamento.

I tumori provocano dolori, nausee, problemi respiratori e una dipendenza totale dagli altri. I pazienti ricorrono all'eutanasia quando sono inchiodati al letto. Non possono muoversi, né andare in bagno né mangiare e moriranno in un lasso di tempo dai 5 ai 10 giorni.

Nel 5% dei casi, le domande sono più complesse. Recentemente, un uomo di sessantadue anni, messo in prepensionamento, ha richiesto l'eutanasia perché il suo lavoro era la sua unica ragione di esistenza. Lo stesso per una donna di una sessantina d'anni, in buona salute, ma diventata cieca.

 Infine, abbiamo qualche caso di demenza precoce.

 

D.Quale è la procedura regolamentare?

R. Il paziente fa la domanda di eutanasia al suo medico curante, che deve inviare un rapporto al comitato di rilettura, a cose fatte. Il comitato non interviene a monte per non dare la propria “benedizione” ad un tale atto. Ma, a posteriori, verifica che i criteri della legge siano stati effettivamente rispettati. Se non sono stati rispettati, trasmette il dossier al procuratore. Su 4500 eutanasie in un anno in Olanda, circa dieci dossier sono stati inviati al procuratore. Ma, sino a questo momento, non si è giunti ad alcuna condanna.  

 

D. È sorta recentemente una clinica per l'eutanasia...

R. Si tratta di équipe mobili che rendono visita ai pazienti a domicilio e praticano l'eutanasia quando il medico curante ha rifiutato di farlo, in particolare perché ritiene che il criterio delle sofferenze intollerabili non è presente. Questa clinica offre solo un trattamento: l'eutanasia, mentre un dottore che si occupa di un paziente in agonia dovrebbe potergli amministrare ogni sorta di cure palliative, in particolare antidolorifici, tranquillanti, sedativi.

 

D.L'eutanasia è aumentata?

R. Dal 2007, le domande sono aumentate del 15% ogni anno. Da quando ho iniziato nel 2005, sono più che raddoppiate … Le cifre aumentano costantemente. Questo mi inquieta, perché penso che l'eutanasia è accettabile solo in quanto rimane un'eccezione. Non deve diventare la norma.

 

 

 

(*)

Theo Boer è professore di etica alla facoltà di teologia protestante di Groningen in Olanda. È membro di un comitato di “rilettura” dei casi di eutanasia.

 

 

(140220)