Dario Fo riscopre S. Francesco e tifa per  papa Francesco.

 

S. Francesco predicava per una chiesa povera e densa d'amore. Papa Francesco si adopera per ripulire la chiesa cattolica. Dario Fo cerca di  restituire un' immagine più vera di S. Francesco. 

 

Dario Fo
Dario Fo

Dario Fo ha presentato al Duse di Bologna ( 10 febbraio 2014 ) una nuova messa in scena di "Lu santo jullare Francesco", una ricostruzione sua e di Franca Rame della vita e della "poetica" del primo santo italiano. Presto diventerà uno spettacolo televisivo e anche un dvd,

 

Debuttò quindici anni fa lo spettacolo di Dario Fo dedicato alla figura di San Francesco, e l'occasione per riprenderlo è un Papa chiamato Francesco. "Nessuno prima di lui ha mai avuto il coraggio di chiamarsi così", e se il riferimento alla Chiesa contemporanea non fosse ancora chiaro, cancella ogni esitazione la prima immagine che il Premio Nobel mostra nella lunga serie dei bozzetti che, disegnati di suo pugno, accompagneranno la storia del Santo di Assisi: è l'immagine di Papa Bergoglio in primo piano con un bambino.

 

 

Dario Fo considera positiva l'azione del papa Francesco che deve fare i conti con le gerarchie Vaticane, con il profitto e la gestione di beni e di movimenti bancari ( sempre al limite e molte volte perfino oltre la legalità  ),  con il problema dei preti pedofili. E ancora, che non sia un'azione di Marketing – come taluni  sostengono - quella di papa Bergoglio, lo dimostrano  oltre alle sue azioni coraggiose ( perché altri papi innovatori sono finiti male ), le sue  scelte di stare lontano dagli sfarzi del Vaticano. 

Dario Fo
Dario Fo

Torniamo a Francesco D'Assisi: ebbe un modo rivoluzionario di concepire il cristianesimo e ciò gli procurò tanti guai. Dentro il suo ordine, con la lotta tra conventuali e spirituali, e fuori, vista l’opposizione della Chiesa alla sua predicazione di povertà e amore

 

A Silvia Truzzi del Fatto quotidiano che lo ha intervistato, Dario Fo dichiara di avere studiato molto Francesco d’Assisi e di avere trovato cose sorprendenti, soprattutto nei testi di una ricercatrice, si chiama Chiara Frugoni. Lei spiega come, durante il Capitolo di Narbonne nel 1260, dunque circa quarant’anni dopo la scomparsa di Francesco già canonizzato santo, si decise di cancellare completamente tutti i testi che raccontavano la vera storia del “poverello di Assisi”, sostituendola con altre vicende. Alcune tratte addirittura dalle vite di altri santi!

 

E fa degli esempi:

La storia d’amore con Chiara viene appena accennata,  sfiorata. Ma è scomparsa la partecipazione del diciassettenne Francesco alla rivolta scoppiata dopo la morte dell’imperatore Enrico VI di Svevia, il figlio del Barbarossa. Durante la sommossa vengono cacciati i signori che avevano dominato, grazie alla protezione dell’imperatore, la popolazione e vengono abbattute le torri della città.

Ovvio che vescovi e cardinali riuniti a Narbonne non possono accettare che nella storia di un santo si scopra un rivoluzionario. E dunque ecco che “i revisori di Narbonne” ordinano di eliminare anche l’episodio dell’arruolamento del futuro santo nelle truppe comunali. Non si può nemmeno riferire alcunché dello scontro tra i mercenari perugini e gli armati di Assisi. Ma è importante perché qui Francesco viene catturato: finirà nella prigione di Perugia. Un bel posto che ancora oggi viene definito “lu tumbone de morte” visto che uscirne vivi era raro: il cibo veniva gettato dall’alto e chi riusciva ad accaparrarselo sopravviveva. Se eri vecchio o ferito, non mangiavi.

Il padre di Francesco, Bernardone, prova in tutti i modi a liberare il figlio. Nessuno gli dà ascolto e allora tenta la carta della corruzione: la corruzione e il gioco delle tangenti in quei tempi non funzionavano – dichiara Fo dal palcoscenico - forse per questo li chiamavano “tempi bui”.

 

Perché l'azione di ripulitura ? Francesco – afferma Dario Fo - era amatissimo ed era stato fatto subito santo, appena due anni dopo la sua scomparsa. Ma la Chiesa non poteva tollerare che un santo fosse un ribelle. Era una cosa inaccettabile. È stato un miracolo il ritrovamento dei testi antichi che raccontano brani inediti della sua vita: sono stati rintracciati, all’improvviso circa due secoli fa, in alcuni sperduti monasteri benedettini.

 

http://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2014/02/11/news/dario_fo_riscopre_san_francesco_pensando_a_bergoglio-78293022/

il Fatto quotidiano del 16 Febbraio 2014 – art di Silvia Truzzi.

 

 

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