Regione Piemonte, sanità verso commissariamento

Venerdì, 28 Dicembre 2012

di Elisa Bellardi

Torino si è salvata dal commissariamento, la Regione Piemonte forse non ce la farà. Il deficit è di 900 milioni di euro e pesa sul settore sanità nonostante nel 2012 siano state rispettate le previsioni del piano di rientro deciso dai ministeri della Sanità e delle Finanze.

Il presidente leghista Roberto Cota non ci sta. «Sarebbe davvero un paradosso» dice il governatore nella conferenza stampa di fine anno, sottolineando che il buco «risale a una giunta precedente», ovvero la giunta Bresso 2006-2007. «Il ministero avrebbe dovuto scoprirlo con largo anticipo - continua - Non lo ha fatto e oggi non possiamo pagare per colpe che non sono nostre». Già perché, come afferma l'assessore alla Sanità Paolo Monferino, «abbiamo risparmiato 100 milioni come stabilito, anzi qualcosa di più».

Ma ciò nonostante ad inizio anno potrebbe arrivare la nomina di un commissario per controllare i conti. Non solo. Le misure potrebbero pesare anche sulle tasche dei piemontesi, con l'aumento automatico dell'Irap, ovvero l'aliquota regionale dell'Irpef al massimo possibile, portando anche le famiglie comprese nella fascia di reddito più bassa a pagare l'1,1 percento, e con la probabile aggiunta di un superticket. Come spiega Monferino, infatti: « È in corso una trattativa con il governo, anche se oggi non è più chiaro chi sarà l'interlocutore. La situazione è questa: i conti 2012 sono in ordine, ma noi abbiamo scoperto quest'anno che nel 2006 e nel 2007 la giunta Bresso non ha iscritto a bilancio debiti che aveva nei confronti delle Asl per 900 milioni di euro. Abbiamo fatto un audit esterno con la Deloitte che lo ha certificato, venti giorni fa. Le Asl però hanno mantenuto quella cifra come crediti e così si è verificato lo sbilancio: il paradosso, come dice Cota, è che comunque ogni tre mesi la Regione ha fornito il resoconto dei suoi bilanci sanitari al governo e nessuno si è mai accorto di niente. Sarebbe clamoroso, ma se dal ministero ci chiederanno di rientrare subito di quei 900 milioni, scatterà il commissariamento. E possono farlo». Per evitare questo, l'assessore alla Sanità propone di «creare due fondi immobiliari con i beni delle Asl che genererebbero un attivo superiore a quella cifra. E con una legge regionale destinarla a ripianare quel buco. Credo che il governo potrà accettarla». Questo non toglie che c'è il rischio che Cota, che ha messo al primo posto tra i meriti suoi e della sua giunta non aver aumentato le tasse, potrebbe nuovamente mettere le mani nelle tasche dei piemontesi.

 

 

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