Sulla legge 40

Il 20 set 2012 è stata presentata al Senato una mozione sulla legge 40 con la quale si impegnerebbe il Governo a:

- non presentare ricorso alla Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo contro la sentenza del 28 agosto 2012,

- ad assumere tutte le iniziative idonee a rispettare la sentenza di Strasburgo tramite l’adeguamento della legge 40 del 2004.

il 28 agosto 2012 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia perché la legge n.40 del 2004, che non consente l’accesso alle tecniche di fecondazione in vitro alle coppie fertili con malattie genetiche, viola l’articolo 8 della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è espressa sul caso di una coppia italiana portatrice di fibrosi cistica che, dopo aver avuto un figlio affetto da questa grave patologia, per evitare di trasmettere la malattia genetica alla prole desiderava accedere alla fecondazione medicalmente assistita con indagine diagnostica sull’embrione, accesso precluso dagli articoli 1 commi 2 e 4 L. 40 del 2004;

Fecondazione medicalmente assistita
Fecondazione medicalmente assistita

 

Ha condannato lo Stato italiano a versare ai ricorrenti congiuntamente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diviene definitiva in conformità con l’articolo 44 § 2 della Convenzione, i seguenti importi:

  i) 15.000 EUR (quindicimila euro), più qualsiasi tassa che può essere a carico fiscale per il danno non patrimoniale;

 ii) 2.500 EUR (2.500 €), più qualsiasi tassa che può essere a carico fiscale dalle ricorrenti per i costi e le spese;

 b) che a partire dalla scadenza di detto periodo fino al pagamento (importi che possono essere versati su un interesse semplice ad un tasso pari al tasso di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea applicabile durante tale periodo, aumentato di tre punti percentuali).

 

Il Ministro della Salute Renato Balduzzi, a seguito della sentenza citata ha ribadito più volte tramite dichiarazioni alla stampa che il Governo è intenzionato a presentare ricorso avverso questa decisione.

Ministro Renato Balduzzi
Ministro Renato Balduzzi

Sono 17 le volte che la legge 40 del 2004 è stata al vaglio dei tribunali, e numerose in questo contesto sono le decisioni dei Tribunali che affermano il diritto della coppia a conoscere lo stato di salute dell’embrione su cui il medico può effettuare indagini cliniche diagnostiche ai sensi della Legge 40/04 art. 14 comma 5 e 13 comma 2.

 

 

Cosa si chiede nella mozione. Si impegna il Governo a:

- non presentare ricorso alla Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo contro la sentenza del 28 agosto 2012, al fine di tutelare i diritti delle coppie fertili italiane portatrici di malattie genetiche che desiderano un figlio a cui non sia trasmessa la malattia dei genitori ricorrendo alla diagnosi preimpianto dell’embrione, al pari di quanto previsto per le coppie infertili, e nella maggioranza dei Paesi europei e nel mondo.

- ad assumere tutte le iniziative idonee a rispettare la sentenza di Strasburgo tramite l’adeguamento della legge 40 del 2004, anche ampliando il concetto d’infertilità dettato dalle Linee Guida che già oggi estendono lo stesso ad altre categorie di malati che sono fertili

 

 

(120924)