STORIA

La Chiesa Battista di Catania fu fondata nel 1935: un gruppo di credenti evangelici con esperienze pentecostali era alla ricerca di un'identità ecclesiologica. Le leggi fasciste dell'epoca, che impedivano qualsiasi riunione religiosa non presieduta da un ministro di culto e che portarono a vari arresti di membri di chiesa, consigliarono alla nascente comunità di chiamare un ministro di culto provvisto di approvazione governativa. Ciò portò la comunità in contatto con l'Opera Battista ( oggi Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia ).

Il contatto con l'organizzazione battista nazionale fu per la comunità di Catania il trampolino di lancio nel mondo del battismo mondiale e , tramite esso, nel più vasto mondo della Riforma protestante.

Il battismo, infatti, sorse in Inghilterra nel 1611(*) all'interno del grande movimento teologico della Riforma Protestante e, specificatamente, dei movimenti "puritano" e "dissidente".

Con la Riforma il battismo condivide le parole chiave: "sola grazia", "sola fede", "solo scrittura". Inoltre i battisti, sin dalla loro origine, sono per la separazione tra Chiesa e Stato e per la libertà di coscienza.

É per coerenza a questi due principi che viene formulata la particolare ecclesiologia battista e sostenuto il battesimo dei credenti. I battisti, infatti, nel rispetto della libertà di coscienza, non danno vita a Chiese in cui i singoli vengono introdotti da neonati, con un battesimo che essi non possono né comprendere, né condividere.

Inoltre i battisti rifiutano l'ingerenza dello Stato per la costituzione e il mantenimento delle loro chiese. Ecco perché le Chiese battiste sono formate da credenti che coscientemente ne accettano la fede e ne danno testimonianza col battesimo.

Il principio della separazione tra Chiesa e Stato non ha significato mai chiusura in un ghetto, disinteresse per la vita pubblica. Al contrario, nella ricerca di una costante di una costante fedeltà al messaggio di Cristo per l'uomo, la Chiesa di Catania si é sempre confrontata con i problemi dei suoi contemporanei.

Così come al suo origine non mancò di opporsi alla dittatura fascista e alla guerra, negli ultimi anni é stata presente nell'impegno contro il riarmo convenzionale e nucleare, specie a Comiso e in tutto il Mediterraneo.

La chiesa di Catania é stata inoltre presente a vari altri appuntamenti civili e democratici col peso della sua riflessione teologica comunitaria. I referendum sul divorzio e sulla legge 194 l'hanno vista schierarsi per il no. Il terrorismo degli anni di piombo, la disoccupazione nel Mezzogiorno, la Mafia in Sicilia e nelle istituzioni, la droga, il problema dell'insegnamento della religione nella scuola pubblica, i rapporti con lo Stato nell'attuazione dell'art. 8 della Costituzione, il problema dell'immigrazione dal Terzo mondo, sono stati e sono i temi con cui la comunità non manca di confrontarsi.

Anche l'ecumenismo, specie nel confronto con la Chiesa Cattolica, ha impegnato per anni la comunità nella ricerca e nella preghiera comune.

Va dato atto che in quasi tutti gli aspetti qui ricordati la Chiesa battista non é stata sola, ma ha sentito costante il conforto e la collaborazione di altre Chiese evangeliche della città, specie della chiesa valdese. Anche la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e in Sicilia e Calabria, di cui la chiesa battista di Catania fa parte, hanno costituito validi punti di sostegno e strumenti per attività comuni specie nel campo della predicazione evangelica tramite la radio e la televisione e il servizio specie in occasione di calamità quali i vari terremoti.

 

( Tratto da una Prefazione del pastore Salvatore Rapisarda(^) a un prezioso libretto del prof Salvatore Caponnetto "Aspetti della Riforma Protestante nella Sicilia del cinquecento". Stampato nel Maggio 1985 in occasione del 50° anniversario di fondazione della chiesa battista di Catania )

 

(*) La prima chiesa battista fu fondata nel 1611, in Inghilterra, da Thomas Helwys.

( ^) pastore pro- tempore della chiesa battista di Catania.