Catania: Giornata Mondiale di Preghiera 2016

 

 

La Giornata Mondiale di Preghiera - come leggiamo nel sito di GMP Italia - è un movimento ecumenico universale ideato e portato avanti da donne cristiane: con la preghiera e l'azione intendono lenire situazioni di disagio e porre segni di solidarietà.

 

Con Erika, Lina, Cinzia, Jennie, Anna, Maria, Sara, Lea, Milena, Manuela, Deborah, Silvia
Con Erika, Lina, Cinzia, Jennie, Anna, Maria, Sara, Lea, Milena, Manuela, Deborah, Silvia

Un movimento sorto nel 1887 quando negli USA Mary Ellen James, insieme alle donne della Chiesa presbiteriana, lanciò un appello per una Giornata di Preghiera a favore delle missioni interne.

Tre anni dopo, con Lucy Peabody e Helen Montgomery, furono le donne battiste a lanciare lo stesso appello per le missioni esterne.

Da allora questo movimento si è affermato e ampliato. In Italia l’organizzazione della GMP è stata affidata alla Federazione Donne Evangeliche ( FDEI).

 

Nel 1999 si costituiva il Comitato Nazionale con la partecipazione di donne battiste, avventiste, luterane, metodiste, cattoliche, valdesi e dell’esercito della salvezza.

A Catania - già da alcuni anni - la GMP viene effettuata in comune da varie comunità nel corso del culto domenicale così che possa essere partecipata e condivisa meglio da più persone delle comunità che vi aderiscono.

 

Il 13 marzo perciò - presso il tempio valdese di via Naumachia - il culto domenicale è stato tenuto dalle donne delle comunità anglicana, avventista, battista ( v. capuana ), esercito della salvezza, focolari, luterana, valdese di Catania.

Un culto che ha seguito - con gli opportuni adattamenti locali - la liturgia generale proposta dal comitato GMP Italia, il quale - come è ormai prassi - propone la liturgia a sua volta pensata e proposta dalle donne di una nazione precedentemente individuata e invitata.

 

Nel 2012 fu la Malesia, nel 2013 la Francia, nel 2014 l'Egitto, nel 2015 le Bahamas.

Quest'anno il paese prescelto è stato quello dell'isola di Cuba: perciò la liturgia presa a modello è stata quella elaborata dalle donne cristiane di Cuba e le risorse finanziarie che la celebrazione della GMP permetterà di ricavare saranno inviate alle sorelle dell'isola di Cuba affinché le utilizzino per fini coerenti con il motto scelto per quest'anno:

"chi accoglie un bambino accoglie me"

 

Un motto che discende dal ben noto brano biblico del vangelo di Marco ( cap. 10: 14): "lasciate che i bambini vengano a me: non impediteglielo, perchè Dio dà il suo regno a quelli che sono come loro".

 

La declinazione di tale motivo base è stata funzione della situazione vissuta dalle donne dell'isola di Cuba. E qui sarebbe stata opportuna la proiezione di una serie di diapositive che illustrano passato e presente di questa importante isola caraibica.

 

Gli abitanti dell'isola di Cuba dopo l'avvento del governo rivoluzionario socialista presieduto da Fidel Castro sono stati liberati da un sistema insensibile alla rimozione delle diseguaglianze sociali e insensibile alla promozione di uno stato sociale e di una giustizia sociale ed economica.

Sono però incorsi nell'immediato embargo economico promosso dagli Stati Uniti nel 1962 che ha reso difficilissima l'azione del governo rivoluzionario.

 

Cuba oggi vive una grave crisi economica di cui fanno le spese soprattutto le fasce più deboli: i bambini, i giovani, gli anziani. 

Attualmente infatti - come apprendiamo visionando una presentazione in power point presente nel sito GMP Italia - il governo rivoluzionario non è in grado di garantire - come invece poteva fare fino ad alcuni anni fa - alcuni servizi essenziali:

"già oggi nelle scuole mancano insegnanti e attrezzature";

 

"Il sistema sanitario regge ancora. Esiste una rete estesa di ambulatori e cliniche in tutto il paese. Le cure mediche e i farmaci di base sono gratuiti";

 

"però le farmacie statali sono spesso vuote, come anche i negozi alimentari ufficiali";

 

" A causa della massiccia emigrazione e della bassa percentuale di nascite, la società cubana invecchia sempre più";

 

"l'assistenza agli anziani e la miseria, soprattutto delle donne anziane, sono problematiche che lo Stato non riesce a risolvere al momento";

 

 

 

Ecco perché i presenti al culto hanno accettato di devolvere l'intera colletta alle donne delle chiese cubane, aderenti alla GMP,  affinchè possa concorrere "all'allestimento di un registro nazionale di endocrinologia pediatrica per il diabete dei bambini e giovani " e " alla prevenzione della demenza e della fragilità degli anziani".

 

Parimenti nel corso del culto - come da liturgia proposta - sono state lette le testimonianze di donne cubane ( Juana, Yamilka, Liudmila) discriminate ma che lottano per tenere viva la loro fede, per trasmetterla ai loro figli e conoscenti, per annunciare l'evangelo; di donne credenti che considerano la loro creatività come talenti e servizio sia rispetto al lavoro nella società, sia nell'accudire le loro famiglie; di giovani credenti che vivono la crisi economica e il dramma della sottooccupazione, dell'emigrazione, della solitudine, della frustrazione.

 

Parimenti è stata data lettura delle preghiere e delle letture bibliche ( Isaia 11:1-10; Marco 10:13-16 ) proposte dalle donne cubane.

La meditazione è stata fatta dalla pastora Silvia Rapisarda la quale ha spiegato il brano di Marco 10:13-16.

Il nucleo di tale spiegazione ( se lo scrivente ha rettamente compreso ): Gesù ci dice che dobbiamo cambiare mente rispetto al nostro rapporto con Dio; prima di comprendere razionalmente la Parola di Dio ( cosa che implica l'uso della ragione e quindi il possesso di qualità che un bambino non possiede ) c'è l'incontro con Lui e l'imitazione ( cosa che anche un bambino può fare ) di ciò che fa; ieri mediante i fatti del Gesù terreno, oggi mediante chi annuncia e mette in pratica la Sua Parola.

 

 

C.S.    foto dell'autore

 

( 160313 )