"marcia delle donne e degli uomini senza scarpe"


Anche a Catania

 

  

percorrere la battigia trascinati dal canto, dal suono del jambe e dall'energia ed entusiasmo di Jhonnys.
percorrere la battigia trascinati dal canto, dal suono del jambe e dall'energia ed entusiasmo di Jhonnys.

Due anni fa - il 9 agosto 2013 - un peschereccio di 14 metri circa si arenava nello specchio d’acqua antistante il lungomare della Playa di Catania, esattamente dove sorge il "lido verde". A bordo, c’erano 98 migranti in massima parte siriani, fra cui donne e bambini molto piccoli. Nelle fasi convulse dello sbarco 6 persone perivano tra i flutti.

 

Ebbene proprio nello stesso luogo nel pomeriggio di venerdì 11 settembre si è conclusa la marcia di quanti - circa trecento e più persone, scalzi  - si erano radunati nella spiaggia libera n. 1.

giovani immigrati provenienti dal gambia hanno testimoniato
giovani immigrati provenienti dal gambia hanno testimoniato

C'eravamo anche noi a questa "marcia delle donne e degli uomini senza scarpe": una manifestazione dalla forte carica simbolica che ha unito gruppi e organizzazioni di diverso credo politico e religioso.

Tante infatti le adesioni ufficiali: Anpi, Mani Tese Sicilia, Unione degli Studenti, Emergency, Cope - Cooperazione Paesi Emergenti, Lila, Pax Christi, Centro Antiviolenza Thamaia, Associazione Penelope Catania, Chiesa Cristiana Evangelica Battista (v. Capuana), Chiesa Valdese, Azionecivile Catania, Catania Ecologia, Altra Europa, Cgil Catania, Amnesty International - gruppo 72 Catania, Circolo PD Centro Storico, CataniaInsieme, Associazione Fare, Comunità Eritrea di Catania,Libera, Shamofficine, Le ragazze e i ragazzi della Piazzetta, Associazione Isola Quassud, Parrocchia SS.Crocifisso dei Miracoli, Centro Astalli, Centro Koros, Ciauda, Catania Bene Comune, Possibile Catania, Circolo Prc Olga Benario, Oratorio dei Popoli dei salesiani di sicilia, Cooperativa Futuro Prossimo (in rete col centro antiviolenza Lia Pipitone di Palermo), Associazione Famiglie " Il sentiero ", Territorio Solidale, Sviluppo Partecipato, Acli.

cartelli di BENVENUTI nelle varie lingue
cartelli di BENVENUTI nelle varie lingue

L'evento si è svolto seguendo una programmazione che all'inizio dava spazio al suono forte del jambe ( suonato da Jhonnys, migrante di Dakar ), alla simulazione del mare in tempesta ( agitando un grande telo bianco ), al ballo di tre graziose danzatrici, alla lettura da parte di attori e attrici ( fra cui Lucia Sardo ) di brani in tema, al canto collettivo. Tutto ciò ha dato gioia ed energia positiva ai partecipanti che hanno cominciato a percorrere la battigia trascinati dal canto, dal suono del jambe e dall'energia ed entusiasmo di Jhonnys.

La marcia del lungo corteo verso la meta è stata interrotta da soste ( stazioni ) durante le quali alcuni giovani immigrati provenienti dal gambia hanno testimoniato la situazione esistente nel loro paese di origine, la fuga, le peripezie per arrivare in Sicilia, le speranze, la loro situazione attuale.

 

A conclusione della marcia tutti si sono stretti attorno ai quattro relatori/relatrici che con interventi essenziali hanno spiegato / ricordato lo scopo dell'evento.

la pastora Silvia Rapisarda durante il suo intervento
la pastora Silvia Rapisarda durante il suo intervento

 

La pastora Silvia Rapisarda - la prima a prendere la parola - ha sottolineato che «anche qui a Catania - come in molte altre città italiane - come singoli/e e come realtà e associazioni ciò che unisce è l'urgenza di chiedere un cambiamento nelle politiche europee migratorie e della globalizzazione. Si chiedono poche cose ma essenziali:

1) certezza di corridoi umanitari sicuri per coloro che fuggono dalla guerra, dalle catastrofi naturali, dalle dittature, dalla povertà;

2) accoglienza degna e rispettosa per tutti e tutte;

3) chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti;

4) creazione di un vero e unico sistema di asilo in Europa che superi il regolamento di Dublino.

L'arrivo nella nostra terra dei migranti non è la fine del loro viaggio ma l'inizio di un percorso che riguarda anche noi.

È l'inizio di un percorso che chiede a tutti di comprendere che non è accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose, economiche. Apertura e accoglienza significa al contempo lottare contro le ingiustizie, ripudiare la guerra e costruire la pace, affermare i diritti umani, impegnarsi a ripensare un'economia globale che promuove  la ridistribuzione delle ricchezze mondiali.

Infine nello specifico della nostra città e della nostra Sicilia ( .. ) diciamo con forza che non vogliamo essere la zona di frontiera dove gli stati europei si coordinano per innalzare barricate: non vogliamo essere il fanalino di coda militarizzato della Fortezza Europa. 

Chiediamo che gli spazi cittadini, le risorse economiche, le intelligenze ( politiche, sociali, culturali, religiose ) siano investite per la promozione di una cultura di accoglienza, per l'apertura di luoghi di accoglienza dignitosi e funzionali che sappiano affermare e promuovere i diritti umani, per l'ideazione di un'altra Europa possibile. ( ...

intervento del giovane eritreo
intervento del giovane eritreo

 

Hanno poi preso la parola: un giovane eritreo, che ha testimoniato le difficoltà dell'integrazione ma la speranza che questa possa realizzarsi; Pina Palella, una dirigente della CGIL locale che ha rinnovato la necessità di un cambiamento delle politiche di accoglienza e del lavoro;Rosalba, un'operatrice dell'IPAB di Catania ( Istituzione Pubblica Assistenza Beneficenza Provvidenza S. Maria del Lume ) che ha testimoniato sulle difficoltà del loro lavoro in presenza di una carenza di risorse ma anche dell'impegno degli/delle operatori/operatrici.

Infine un abbraccio simbolico e la rassegna dei tanti cartelli che nelle varie lingue e dialetti del mondo dicevano tutti BENVENUTI. 

 

Pina Palella
Pina Palella

Fino a che punto l'evento è riuscito a forare l'indifferenza e l'ignoranza  dei più ? Mentre il corteo sfilava lungo la battigia è capitato allo scrivente di cogliere le parole di una attonita bagnante che comoda nella sua sdraio dice alla sua vicina "saranno degli omosessuali" !

 

Perciò i tanti "benvenuti" di cui nei tanti cartelli citati in precedenza sembrano sembrano ancora insufficienti a modificare il dato statistico secondo il quale il 52% degli italiani non gradisce gli immigrati e il dato evidente che sulla politica di accoglienza - sebbene carente - fioriscono fenomeni corruttivi e tante leggende metropolitane che sarà necessario sfatare: c'è una invasione; prendono 40 euro al giorno; ci rubano il lavoro; dormono in hotel di lusso; hanno pure il telefonino, quindi non sono poveri; con gli immigrati aumenta la criminalità, ecc. Per approfondimenti visita il seguente sito: (http://www.valigiablu.it/migranti-vademecum-antirazzista-i-commenti-cattivisti-smontati-uno-per-uno/



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( 150913 ) Consoli Silvestro - foto autore