Catania: musica e festa della Riforma


«L'attenzione per la musica che Lutero ebbe in tutta la sua vita fu espressa da lui stesso in parole assai significative:


"la musica è un dolce e bel dono di Dio, che mi ha spesso rianimato e mi ha fatto provare gioia nel predicare. Sant'Agostino era turbato nella sua coscienza quando si accorgeva che stava provando diletto per la musica, perché credeva che fosse peccato.La musica scaccia il diavolo e rende lieta la gente; fa dimenticare l'ira, la lussuria, la superbia e gli altri vizi ».

 

« Afferma Lutero: “Sulla terra nulla si presta tanto per allietare il malinconico, per infondere coraggio ai disperati, per inorgoglire l'umile e indebolire l'invidia e l'odio, come la musica”»

Quelli riportati sono stati alcuni dei concetti pregnanti espressi rispettivamente da Andreas Latz  - pastore delle chiese luterane di Sicilia - e da Silvia Rapisarda - past.ra delle chiese battista e valdese di Catania - la sera di sabato 24 Ottobre 2015 nel tempio di v. Naumachia ( Catania ) dove si teneva un concerto del coro "Note di Pace".

Quest'anno infatti - cogliendo l'occasione, puramente casuale, di una sessione di prove del predetto coro - si è voluto declinare la festa della Riforma - anticipandola di una settimana - insistendo sul Lutero innologo. Ovvero sul Lutero che aveva una così alta considerazione della musica da scrivere - come ha ricordato il past Latz - "è assolutamente necessario conservare la musica nella scuola. Bisogna che il maestro di scuola sappia cantare, altrimenti lo considero una nullità...Bisogna abituare i giovani a quest'arte perché rende gli uomini buoni, delicati e pronti a tutto".

E ancora - come ha ricordato la pastora Rapisarda -  sul Lutero per il quale «non vi era distinzione tra musica sacra e musica profana, la musica in sé é dono di Dio, mezzo privilegiato per l'incontro con il trascendente, luogo in cui non solo la mente, ma anche lo spirito e il cuore umano si aprono con più facilità all'incontro con Dio. La musica e il canto NON dunque come abbellimento o complemento, MA come elemento essenziale del culto comunitario».

Questi concetti e altri ancora sono stati espressi - senza alcuna pretesa di fare conferenza - all'inizio e nell'intervallo del concerto a un pubblico costituito non solo da membri delle due chiese battista e valdese di Catania ma soprattutto da simpatizzanti, amici, amiche, vari.

Un locale stracolmo e un coro che per circa 50 minuti ha allietato ed elevato lo spirito con inni della tradizione protestante ( "Santo, santo, santo"; Go Down Moses"; Swing Low, Sweet Chariot"; :..., "padre nostro") e della tradizione folk ( "Palummella"; Varcuzza"; ... ).

Un coro diretto dal M° Angela Lorusso e con un organico di 24 elementi oltre ai musicisti che questa volta erano due ( una pianista e un contrabassista ). Un coro nazionale - i coristi risiedono in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Liguria, Piemonte - che si regge sul volontariato, sull'autofinanziamento e sulle offerte di privati e chiese. Un coro che ha per target quello di un servizio alle chiese e quindi di strumento del " Regno di Dio".

Per quanto attiene alla festa della Riforma non si è certo persa l'occasione, nel corso dell'evento, per ricordare e informare - come ha fatto i due citati pastori, pur nella brevità del tempo concesso - sulla data del 31 Ottobre del 1517 e sull'argomento decisivo che «pur nelle loro diversità, il fondamento comune delle chiese protestanti può essere riassunto nei quattro Sola:

Solo Cristo (gli esseri umani non hanno bisogno di mediatori umani e/o della mediazione delle istituzioni ecclesiastiche nel loro rapporto con Dio, Gesù è l'unico mediatore, anello di contatto tra il divino e l'umano);

Sola Fede (l'etica e l'agire etico sono la conseguenza del rapporto di fiducia tra l'essere umano e Dio, ma in nessun modo le opere in sé sono strumento di salvezza);

Sola Grazia: (la salvezza è azione gratuita di cui Dio è l'agente);

Sola Scrittura (Conosciamo Dio attraverso la testimonianza biblica per mezzo dello Spirito che la interpreta e la rende attuale nei nostri cuori, tradizioni e dogmi che non hanno fondamento biblico, non sono in alcun modo normativi per la fede e vanno rifiutati)».

Un concerto che è stato strumentale all'annuncio dell'evangelo e a una migliore comprensione della Riforma protestante. 

Voglia il Signore benedire il coro "Note di pace" e tutti coloro che si adoperano affinché l'annuncio dell'evangelo giunga ad ogni creatura.



il report - a firma Silvestro Consoli - è stato pubblicato su Riforma n. 42  / 2015 .

 

Consoli Silvestro   - foto dell'autore