Mobilitazione per dire Basta alle Stragi nel Mediterraneo

 

L'ennesima - la più grave sciagura del  Canale di Sicilia - avvenuta nella notte fra sabato 18 e domenica 19 Aprile - non poteva lasciare indifferenti la chiesa battista ( v. Capuana ) e valdese di Catania, le chiese battiste di Sicilia e Calabria (ABCS), nonché le associazioni laiche ( CataniaInsieme, Voci e Suoni in Armonia, Prof Salvatore Navarria ) i cui soci sono in maggioranza evangelici.

Sono stati espressi dei comunicati e si è partecipato a una manifestazione pubblica promossa da "antirazziste/i catanesi" alla quale hanno aderito - oltre alle predette realtà -  anche una cinquantina di sigle - sindacati, partiti politici e varie associazioni culturali.

La manifestazione si è svolta mercoledì 22 Aprile, con un iniziale raduno - alle ore 18.00 - presso la centrale piazza Stesicoro. È seguito un corteo lungo via Etnea conclusosi davanti al Municipio della città.

Il raduno iniziale - fra striscioni e bandiere al vento - ha permesso non solo di aggregare ma anche di ascoltare e condividere i brevi ma irruenti argomenti - diffusi tramite un sistema amplificatore - presentati dai portavoce dei gruppi più significativi.

I concetti espressi sono stati tutti in sintonia fra loro e coerenti e con quelli che - nel dibattito politico e mediatico in atto - sono propri della forze politiche della sinistra e/o dei settori più intellettuali e religiosi più progressisti. Riportiamo alcuni flash.

“Non ci bastano i minuti di silenzio”: quello che è accaduto non è il frutto di “una catastrofe naturale”, ma la conseguenza di scelte politiche ben precise, di leggi stringenti in tema di immigrazione, di “guerre umanitarie causate da politiche neo-colonialiste della civile Europa”.

Per fermare realmente le morti in mare c’è una sola cosa da fare dare diritto d’asilo europeo e aprire canali umanitari: la guerra agli scafisti ipotizzata dalle istituzioni è da bollare come “ipocrita”.

"Bisogna consentire a chi fugge dalla guerra di chiedere asilo alle istituzioni europee senza doversi imbarcare alimentando il traffico di essere umani".

Hanno preso la parola anche degli immigrati provenienti da paesi dell'Africa centrale e attualmente ospiti dell'Ipab ( una struttura di accoglienza regionale purtroppo malgestita ): “Gli europei hanno la possibilità di studiare, ma non conoscono la storia” ha dichiarato uno di questi. Il giovane migrante ha parlato di un continente, quello africano, saccheggiato dal colonialismo, e ha inchiodato gli europei alle loro responsabilità, rispondendo a quanti accusano i migranti di rubare il lavoro agli italiani: “Noi viaggiamo per cercare condizioni di vita migliori, gli europei in passato viaggiavano per saccheggiare terre più ricche di materie prime”.

Parole dure che colpiscono nel segno. Un monito per chi alimenta il vento della xenofobia che soffia forte in Italia e in Europa fomentando una “guerra tra poveri”. Non c’è soltanto il problema delle morti in mare, in tanti hanno evidenziato il calvario che tanti migranti si trovano a vivere una volta approdati sulle nostre coste: dalla permanenza infinita nei centri di accoglienza in condizioni non sempre ottimali allo sfruttamento dei caporali nelle campagne.

L'intervento di Silvia Rapisarda - pastora delle chiese battista e valdese di Catania - ha denunciato l'assenza di una seria ed efficace politica di accoglienza ed ha espresso l'urgenza di attuare politiche che permettano di realizzare l'esodo in sicurezza di queste nostre sorelle, questi nostri fratelli che fuggono da condizioni di vita estreme. A tale riguardo ha presentato le proposte fatte dalla FCEI e dalla comunità di S. Egidio per la creazione di corridoi umanitari che a breve potrebbero essere operativi - come progetti pilota - ricorrendo a strutture esistenti e utilizzando fondi OPM.

Il past. emerito Salvatore Rapisarda, attuale presidente dell'Associazione "CataniaInsieme" ( la quale da molti anni realizza corsi di italiano per stranieri ) ha voluto ricordare quanto sia importante l'offerta culturale e la condivisione per l'abbattimento delle barriere. Ha infine voluto ricordare la figura di M. L. King affinchè si sia memori che anche le utopie - con l'aiuto del Signore - possono diventare realtà.

I presenti alla manifestazione ( stimabili in circa quattrocento ) hanno voluto in definitiva dare voce a chi ancora non la possiede e a chi - purtroppo - non l'avrà più. Ma i cittadini catanesi hanno udito questa voce ?

Il giorno precedente presso la chiesa di S. Chiara si era tenuta una riunione di preghiera coordinata dal vescovo Salvatore Gristina alla quale era presente il sindaco della città Enzo Bianco, altre autorità e anche il giornalista Quirico de "la Stampa" ma non risulta che anche in questo caso ci sia stata  una oceanica presenza.

Bisogna trovare strumenti per parlare ai nostri concittadini affinché "cambino mente": è una condizione necessaria affinché si possano avere politiche di accoglienza e cessazione di altre stragi del mare.



( 150424 ) Consoli Silvestro