Evasione fiscale ed educazione

di Piero Stefani

 

 

Il governo italiano – la cui azione é concentrata alla riduzione del deficit dei conti pubblici - afferma che il procedimento di ridurre di 1 punto le aliquote IRPEF sui redditi più bassi porterà a un alleggerimento della pressione fiscale.

Questa affermazione è poco credibile se accompagnata dal contemporaneo aumento dell'IVA, anzi c'è da credere che sarà il contrario.

La notevole evasione fiscale – a livello mondiale l'Italia é terza dopo Messico e Turchia – è un altro dei mali italiani. Si stima che, mediamente, ogni 100 euro di imposte versate ne vengono evase 18. I contribuenti non evaderebbero le tasse se possedessero maggiore senso civico.

Una delle agenzie educative deputate a formare il senso civico é la scuola, ma tutti i governi l'hanno sempre depotenziata lesinandole risorse e/o introducendo improvvide riforme che l'hanno peggiorata più che migliorata. Il governo attuale, fra le sue ultime iniziative, prospetta addirittura un aumento delle ore di cattedra, anteponendo, ancora una volta, la quantità alla qualità (vale a dire alla cultura).

Oltre alla scuola un'altra agenzia educativa é l'azione e l'esempio della classe dirigente: purtroppo quella attuale induce i cittadini all'antipolitica.

 

 

(121016)