U.C.E.B.I.

CONVEGNO SU MISSIONE INTEGRALE

 

Catania 30 Gennaio 2016

 

 

NOTA 1

 

Successione lavori svolti:

- autopresentazione di ciascuno degli appartenenti al gruppo;

- su un foglio A4, consegnato a ciascuno dei membri del gruppo, a scrivere da un lato il proprio NOME e COGNOME e dall'altro la qualità positiva che si riteneva di possedere ed esplicare nell'ambito della propria vita religiosa.

- lettura dei fogli: sono emerse tante qualità: pazienza, precisione, fedeltà, fiducia, ottimismo, etc.

- animazione su "la linea del tempo". Ciascuno doveva tracciare su un altro foglio bianco A4 una linea retta ( linea del tempo ) e su questa segnare le date e gli eventi che erano stati significativi nell'arco della propria vita.

Per rendere più facile il raggiungimento di conclusioni condivise i membri del gruppo sono stati suddivisi in sottogruppi, possibilmente costituiti da persone della stessa chiesa.

Questi sottogruppi hanno operato per circa 15 minuti. A conclusione il gruppo originario si è ricostituito e ciascuno sottogruppo - con un suo/sua portavoce - ha relazionato sui risultati conseguiti.

- lettura dei risultati: è stato possibile constatare che vi erano state - pur nella diversità delle chiese di appartenenza e delle vicende personali- degli elementi comuni  ( la conversione, il battesimo, i conflitti personali o nelle comunità, il matrimonio, la nascita di figli, situazioni varie nelle quali si è maggiormente sperimentata la fedeltà del Signore. Si è preso atto che nel corso del tempo si sono verificati eventi positivi ma anche eventi negativi ( conflitti in genere ). Si è convenuto che le esperienze negative sono comunque formative per la personale maturazione e che sarebbe bene evitare di pensare - presuntuosamente - di avere sempre ragione.

Come ha affermato la past.ra Arcidiacono "il problema del torto e della ragione è una delle cause dei conflitti", o per dirla in altro modo "ognuno ha le sue buone ragioni". Indubbiamente si può pensare che le liti hanno una loro parziale spiegazione nel fatto che abbiamo a cuore le vicende delle nostre chiese.

- ultima animazione di questa prima parte. È stata posta la fatale domanda. "cosa deve cambiare" ?

 

Purtroppo causa sforamento dei tempi non è stato possibile sviluppare questa animazione.

 

- ripresa lavoro di gruppo dopo la pausa pranzo.

- La pastora Cristina Arcidiacono ha introdotto i concetti base: l'impegno nella chiesa riguarda ciascuno dei suoi membri, da ciò ne consegue la necessità dell'impegno di tutti al discepolato. Tuttavia l'attribuzione di compiti e di ministeri è funzione anche del contesto.

È il caso - ad esempio - del pastorato femminile: perchè è stato introdotto solo da alcuni decenni ? Come mai non è stato introdotto al momento della Riforma protestante ? La risposta sta nel fatto del "contesto storico".

Anche l'apostolo Paolo nella sua azione si servì - per predicare - del "contesto storico". Il contesto potrebbe essere la concezione diffusa che nel corpo umano la testa ha maggiore importanza degli arti o di altri organi.

Forse rimaneggiando l'apologo di Menenio Agrippa ( 494 a.C. « Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così Senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute » ) Paolo afferma - considerando la Chiesa come un Corpo - che in essa tutti/tutte  hanno un compito e che nessun dono è superiore a un altro.

Pertanto la Chiesa svolge - avendo Cristo per capo - al meglio la sua funzione quando tutti/e i suoi membri esplicano i loro doni in maniera integrata e paritaria.

La missione integrale si realizza quando nella Chiesa si ha la piena esplicazione dei doni in essa presenti e suscitati dal Signore. Il sacerdozio universale ha valore soteriologico: non abbiamo bisogno di mediatori, solo Cristo può salvarci.

 

 

- i predetti concetti sono stati approfonditi non solo con la lettura di 1 Corinzi 12: 12 - 20 ma anche con un'animazione che ha reso più plastici i concetti espressi solo teoricamente.

L'animazione è consistita nell'applicare a una silhouette di un corpo umano - tracciata su un grande foglio di carta posato per terra - i bigliettini adesivi consegnati a ciascuno dei presenti. Ognuno di loro - sulla base della propria autostima e dell'esperienza - doveva applicare il proprio bigliettino autografo su una parte della silhouette.

Ne è venuto fuori un corpo capace di funzionare, poiché dotato di organi ( cuore, braccia, testa, gambe , .. ) attivi.

Però alcuni organi sono rimasti inattivi e altri invece sono diventati superattivi. Queste constatazioni sono state prese a pretesto per esporre altri concetti.

I pericoli estremi nel rapporto doni / chiesa sono due: il presenzialismo e il narcisismo. Con il presenzialismo tutti possono fare tutto, in questo caso si ha poca specializzazione. Con il narcisismo tutto diventa solo spettacolo e la chiesa è solo un palcoscenico.

 

L'apostolo Paolo individua dunque un rimedio ai pericoli prima individuati: il corpo deve essere intero, cioè tutti i doni devono essere esplicati.

 

- La pastora Arcidiacono ha incalzato i presenti con una domanda: "quale posto occupa la vostra chiesa rispetto a quello che si fa nell'UCEBI" ?

- risposte varie: Catania via Capuana ( braccio), Catania -Librino ( due cuori), etc.

 

- lettura 1 Corinzi 12: 20-27. 20 "Ci sono dunque molte membra, ma c'è un unico corpo; 21 l'occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». 22 Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie; 23 e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro, 24 mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, 25 perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. 26 Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. 27 Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua" e ponendo ai presenti un quesito: perché Paolo scrive queste cose ai Corinzi ?

- risposta: la chiesa di Corinto è una comunità variegata e simile alle nostre chiese, cioè una realtà che aveva dei deficit. La comunità di Corinto era affascinata dal sensazionalismo.

- Paolo adotta un criterio ecclesiale:

a) coniugare comunione e missione: uno degli effetti è quello di non delegare la missione solo a pochi;

b) coniugare debolezza ed efficacia: uno degli effetti è che nella chiesa non vale la regola machiavellica  "il fine giustifica i mezzi";

c) coniugare pluralità nella diversità: è un modello accettabile. Uno degli effetti è quello della necessità del criterio del discernimento.

 

 

 

tre quesiti

1): "cosa significa fare missione avendo di mira il bene comune ?"

Varie risposte:

- essere umili con i fr/sor della chiesa;

- il bene comune è Cristo;

- il bene comune va contestualizzato ed esorcizzato . Esaminare il contesto. Il rischio di mancanza di sobrietà in una società che chiede potenza. Sobrietà praticata da Gesù;

- mettere in atto la Parola di Gesù;

- sfatare il mito che chi sta in chiesa sia buono. Nelle nostre chiese c'è la corsa a fare le cose più appariscenti.

2) Quando la mia chiesa rischia di dire alle altre chiese "non ho bisogno di voi" ( 1 Cor 12: 21 ) ? E cosa significa per le nostre chiese condividere sofferenze e gioie ? ( 1 Cor 12:26 ) Quali proposte mi sento di avanzare per camminare in questa direzione ?

La risposta, annidata implicitamente nella domanda,  è stata trovata facilmente dal fr.Luca Reina.

3) Quali sono, a mio giudizio, le parti ( aspetti, caratteristiche ecclesiali ) attualmente più deboli e persino considerate disonorevoli, che necessitano di maggior cura ( 1 Cor 12: 22 ) ?

Varie risposte: le contribuzioni, i giovani, le piccole comunità; gli anziani; le persone malate; le persone povere; le persone emarginate dalla società per colore della pelle, orientamento sessuale, opinioni politiche

 

 

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